Razzismo a Gerenzano

Incolliamo qui di seguito l’articolo apparso su varesenews, con le dichiarazioni di un assessore di Gerenzano. Ricordiamo il numero di telefono per delatori che mesi fa hanno attivato nello stesso paese, qui l’articolo: http://collafenice.wordpress.com/2008/11/04/telefono-per-gli-zombie-a-gerenzano/

L’assessore: “Gli stranieri non devono entrare in paese”
Cristiano Borghi (Lega Nord), ammonisce i suoi cittadini “Ma come, vi aiutiamo a sistemare i cortili e voi li affittate agli extracomunitari?”. E la polemica si scatena
L’orizzonte è un mare di villette e condomini, l’identità un pugno di cortili storici da difendere ad ogni costo.
Da difendere soprattutto dai nuovi abitanti dei centri storici: gli immigrati che accettano di vivere in poche vecchie stanze. E magari anche di comprarle, per metterci mano. «Vi aiutiamo a risistemare i cortili, ma voi non affittate agli extracomunitari» ammonisce dunque l’assessore. Siamo a Gerenzano, dove il varesotto muore nella conurbazione milanese, capannoni, villette e condomini, paesi saldati gli uni agli altri. Cristiano Borghi, assessore alla sicurezza del Comune, non ha dubbi: «chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari». Regolari o irregolari non fa differenza, gli stranieri non devono entrare a Gerenzano.

Il pensiero della giunta è stato messo nero su bianco nell’ultimo numero dell’informatore comunale, “Filo diretto con i cittadini”.
«Noi abbiamo chiuso le porte… ma molti gerenzanesi le hanno aperte!» è il titolo dell’articolo, già segnalato da più persone all’Ufficio contro le discriminazioni razziali del Ministero delle Pari Opportunità. L’assessore Borghi rivendica l’operato della giunta, che ha fatto di tutto per «non favorire» gli extracomunitari: hanno vietato la sosta oltre le 48 ore agli «zingari» (anche a quelli cittadini italiani, parrebbe), hanno messo in campo controlli straordinari sugli alloggi, non hanno mai «favorito gli extracomunitari sotto il profilo dei contributi o dei sussidi economici». Non hanno mai concesso terreni per le moschee, «a differenza di altri Comuni del circondario» dove svettano i minareti. E hanno anche attivato uno sportello per denunciare sospetti irregolari, con garanzia di anonimato per chi segnala. Perchè l’importante, si sa, è che le armi migliori sono le coscienze dei cittadini.

Coinvolgere i cittadini gerenzanesi non deve essere facile, però. I gerenzanesi votano convintamente per la Lega (40% alle ultime elezioni), ma poi razzolano male, affittando agli stranieri le corti del centro. «Abbiamo contribuito – si legge nell’articolo di Borghi – a rivalutare anche dal punto di vista culturale i nostri cortili, attribuendo ad ognuno di essi il vecchio nome utilizzato dai nostri anziani. Per rivalutarli dal punto di vista estetico però devono intervenire i proprietari che, in alcuni casi, piuttosto che mettere mano al portafogli e dare una rinfrescata alle proprie abitazioni, hanno pensato bene di venderle o di affittarle agli extracomunitari». Necessario coinvolgere i cittadini nel controllo della società: ecco perchè il Comune ha attivato uno sportello per denunciare gli irregolari e anche un numero di cellulare a cui segnalare stranieri “sospetti”. Regolari o irregolari, sono comunque una minaccia all’identità locale. Tutta stretta in quel pugno di corti assediate da condomini e villette.
14/07/2009
Roberto Morandiroberto.morandi@varesenews.it

http://www3.varesenews.it/saronno_tradate/articolo.php?id=146739

One Comment to “Razzismo a Gerenzano”

  1. E vergognoso che un assessore dica queste cose.
    Il razzismo che dilaga anche tra le giunte provinciali è veramente stupido.
    Bisognerebbe ricordare a questi ignoranti che la terra, il mondo è tutto unito.
    Le stupide identità nazionali che si sono venute a creare nel corso della storia,sono tutte storie che non hanno senso.
    Un “extracomunitario” se cosi lo vogliamo definire, deve avere gli stessi diritti di un italiano. Il fallimento dell’italia (un paese corrotto) viene proprio dalla chiusura mentale dei comuni, i quali istigano all’intolleranza verso il “diverso”.
    Il signor Borghi dovrebbe ricordarsi che le origini italiane sono un misto di culture per cui chi è l’immigrato?
    Sono immigrati i marocchini che tentano di lavorare sfruttati dai borghesi italiani oppure gli stessi leghisti che si rifanno alle culture celtiche pur sapendo che proprio gli italiani sono un popolo di immigrati?
    Dopo anni di studi scientifici si è arrivati alla prova che le razze non esitono: i tratti semantici di ogni popolo dipendono dal posto di origine e dall’adattamento al territorio e non si può distinguere l’essere umano in base a una nazionalitò imposta.

    Costui, dovrebbe farsi una cultura al posto di sparare cazzate secessioniste in favore di una bandiera che piu nessuno sente sua.

    Resistenza, compagni del Telos.
    Non facciamoci travolgere da queste logiche del cazzo di nazionalità.

    Vostro, Libero Da Ogni Vincolo.

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