Fiaccolata per Beppe Uva a Varese: Basta morti di Stato!

LA FIACCOLATA È STATA RIMANDATA

VENERDÌ 20 APRILE – VARESE: FIACCOLATA IN RICORDO DI GIUSEPPE UVA
BASTA MORTI DI STATO! NON DEVE ACCADERE MAI PIÙ!
Ritrovo ore 20.30 in Via Dandolo

La notte del 14 giugno 2008 Giuseppe Uva viene fermato da una pattuglia dei carabinieri di Varese e portato nella caserma di Via Saffi, insieme al suo amico Alberto (sono presenti anche degli agenti di polizia). Ed è proprio Alberto a richiedere i primi soccorsi al 118, quando sente il suo amico gridare «Ahi! Ahi! Basta!», ma l’operatore all’altro capo del telefono, dopo averlo rassicurato «Va bene, adesso mando l’ambulanza», chiama in caserma e si accorda coi carabinieri per non inviare alcun aiuto «Sono due ubriachi, ora gli togliamo il cellulare». Saranno poi gli stessi carabinieri, poche ore dopo, a chiamare una guardia medica, che richiederà all’Ospedale di Circolo di Varese di effettuare un T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio).

Il corpo di Giuseppe è pieno di lividi, il suo naso è rotto, i suoi testicoli sono blu, la sua pelle è segnata da alcune bruciature di sigaretta, dal suo ano esce del sangue che forma una grossa macchia sui pantaloni, ma niente di tutto ciò viene trascritto sui documenti del ricovero e gli vengono somministrati dei calmanti.
Egli inoltre racconta alla psichiatra di essere stato brutalmente pestato in caserma: ma da parte dell’Ospedale non parte nessuna denuncia. La stessa psichiatra aspetterà ben tre anni e mezzo per raccontare queste tragiche parole di Giuseppe, probabilmente le sue ultime. Tutti fingono di non vedere, di non sapere. Tutti fingono che sia normale.
Anche quando Beppe, dopo poche ore, muore.

E infatti, nonostante il suo corpo presenti evidenti segni di violenza la magistratura sceglie di concentrarsi solo su quanto avvenuto in ospedale, attribuendo la morte di Uva ad una errata somministrazione di farmaci, e non a quanto avvenuto in precedenza in caserma. Ma le perizie smentiscono questa ipotesi: Giuseppe non è morto a causa dei farmaci, che in nessun caso potevano ucciderlo; le cause della sua morte sono invece da ricercarsi in un mix di fattori, fra cui le misure di contenzione ed i traumi da corpi contundenti che ha subito.
Nonostante questo, ad oggi nessun carabiniere o poliziotto è indagato per quanto accaduto e l’unico testimone presente quella notte non è mai stato sentito dal giudice.

Ma la verità su quanto accaduto quella notte, è ormai sotto gli occhi di tutti.

VENERDÌ 20 APRILE – VARESE
FIACCOLATA IN RICORDO DI GIUSEPPE UVA
BASTA MORTI DI STATO!
NON DEVE ACCADERE MAI PIÙ!
Ritrovo ore 20.30 in Via Dandolo

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