Appello per la lotta dei detenuti di Varese (e loro documento comune)

LETTERA-APPELLO PER LA CORAGGIOSA LOTTA CHE STANNO CONDUCENDO I DETENUTI DEL CARCERE DI VARESE
Varese, 24 luglio 2011

Siamo amici e conoscenti di alcuni detenuti del carcere Miogni di Varese. Scriviamo questa lettera-appello per a dare voce alla bellissima e coraggiosa lotta che loro conducono in questi giorni: contro le vergognose condizioni di sopravvivenza in cui sono costretti.

La loro lotta è cominciata il 23 giugno, in seguito all’appello di Marco Pannella ed ha conivolto i detenuti di tutte le carceri italiane.
Per diversi giorni sono state effettuate le “battiture dei blindati” (le porte delle celle), che sono state udite anche dagli edifici e dai passanti intorno a Via Morandi, insieme al chiaramente distinguibile grido: “Liberta! Liberta!”.
Contemporaneamente è partito uno sciopero della fame a tempo indeterminato.
Quei detenuti che, per motivi di salute, non possono digiunare, stanno invece rifiutando il cibo che passa loro l’amministrazione (mattina, pranzo e cena).
Sappiamo con certezza che lo sciopero si è protratto fino al 19 luglio. Purtroppo le notizie sono a volte frammentarie e confuse, a causa degli enormi ritardi nella loro posta, che sospettiamo siano causati dall’amministrazione del carcere. Inoltre abbiamo il sospetto che i detenuti scelgano di scrivere lettere e non di dettare dei telegrammi (che arriverebbero più celermente) per paura delle ritorsioni delle guardie.

Nel disastro generale del sistema penitenziario nazionale, le condizioni del carcere di Varese sono fra le peggiori d’Italia. I detenuti sono più di tre volte quelli che la struttura potrebbe contenere e sono letteralmente stipati peggio degli animali: 6 persone in una cella di 6 metri x 2 mentre la legge italiana stabilisce che le misure minime per i box dei canili debbano essere, per ogni cane, di 9 metri x 4!
Gran parte dei detenuti sono rinchiusi per esperienze riconducibili alla tossicodipendenza (furti, spaccio, detenzione di sostanze, piccole rapine) .
I detenuti denunciano inoltre la vergognosa carenza di assistenza per coloro che necessitano di (riprendiamo le loro parole) “rimettere insieme i pezzi della loro vita fisica e mentale” e non hanno “nessuna prospettiva, né lavorativa, né di ricostruzione emotiva”.

Di seguito riportiamo il documento comune redatto dai detenuti di Varese, che riporta in calce 85 firme. Chiediamo che ad essa venga data forte diffusione, così come a questa nostra lettera-appello.
Sosteniamo e solidarizziamo con la lotta dei detenuti del Miogni e di tutte le carceri Italiane ed ovunque nel mondo.
Ci uniamo a loro nel chiedere, e anzi pretendiamo, il rispetto dei basilari diritti umani, consapevoli che il riconoscimento di questi diritti è soltanto un primo passo, in quanto riteniamo che il diritto primario e fondamentale di ogni essere umano sia quello della libertà!

Amici e conoscenti di alcuni detenuti in lotta del carcere di Varese.

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DOCUMENTO COMUNE SOTTOSCRITTO DA 85 DETENUTI DEL CARCERE DI VARESE

I detenuti del carcere di Varese sono solidali con l’iniziativa dei radicali e del loro leader On. Marco Pannella e con la sua protesta pacifica volta ad evidenziare lo stato di drammaticità della carceri italiane, per il rispetto dei valori, di civiltà e umanità di cui anche i detenuti hanno diritto in quanto uomini.

A questo proposito vogliamo citare l’Articolo 1 dell’Ordinamento Penitenziario
(L. 26 luglio 1975 n° 354 capo 1 – Principi direttivi)
“Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona”

A questa protesta hanno già aderito oltre 18000 detenuti e circa 300 tra Parlamentari e uomini di cultura.

DICHIARIAMO: “che è in atto una protesta pacifica per sensibilizzare gli organi preposti e i media riguardo la situazione delle carceri italiane”
EFFETTUEREMO LO SCIOPERO DELLA FAME A TEMPO INDETERMINATO!

Questa nostra adesione avrà le seguenti modalità: lo sciopero verrà effettuato alternativamente da ogni piano dell’istituto penitenziario per la durata giorni 3. (Da questa iniziativa saranno esentati tutti coloro che per motivi di salute assumono farmaci o terapie in modo da non gravare sulle loro condizioni fisiche)

I detenuti della Casa Circondariale di Varese

(Seguono tabella dei “turni” dello sciopero e firme di 85 detenuti)

One Comment to “Appello per la lotta dei detenuti di Varese (e loro documento comune)”

  1. la repubblica italiana e’ stata firmataria della carta dei diritti dell’ avvenuta a roma ormai quasi 40 anni orsono ed e’ stata promotrice e prima firmataria a distanza di questo lasso di tempo nei carceri italiani si muore troppo spesso e nessuno dico nessuno sia a livello istituzionale che civile ha fatto concretamente qualcosa se non i soliti che stanno combattendo una vera guerra di civilta’ cercando con proteste civili di sensibilizzare l’ opinione pubblica .
    ad oggi nulla e’ successo io chiedo esorto sollecito che lo stato italiano e chi pro tempore lo rappresenta di eliminare il concetto di rieducazione che purtroppo a cusa di mezzi finanziari inesistenti cio’ non avviene e questi signori abbiano il coraggio di dire cio’ che il carcere in italia rappresenta e c ioe’ la tortura chiedo inoltre che la comunita’ europea indagghi e metta alla sbarra i responsabili per crimini contro l’ umanita’ !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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