Sabato 29/06 – Presidio a Saronno – CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

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CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

Perchè scendere in piazza a Saronno per degli arresti a seguito degli scontri in difesa della Ex-cuem, libreria autogestita dentro all’università Statale di Milano sgomberata dalla polizia circa due mesi fa? Innanzitutto perchè la cosa ci riguarda: un nostro compagno è ai domiciliari e un altro è stato perquisito.Ma questo non sarebbe sufficiente. Questo è tutt’al più la classica scintilla. Se una libreria autogestita viene sgomberata, se i lavoratori che lottano vengo…no denunciati e repressi, se ogni situazione di protesta e di malcontento generalizzato, in Italia e quindi anche sul nostro territorio, viene gestito a suon di manganelli e lacrimogeni, è necessario capire che qualcosa sta cambiando e questo cambiamento riguarda anche Saronno e coloro che ci vivono.
Se infatti questi eventi non toccano la vita di tutti, vi sono dei cambiamenti in corso nelle nostre città, nel modo di gestire gli spazi, i luoghi e le persone, che ricadono direttamente sulle nostre abitudini e modificano i modi di relazionarsi e di vivere il territorio.
Saronno è, come quasi tutte le città d’Italia, piena zeppa di telecamere. La tanto sbandierata sicurezza legittima l’uso indiscriminato di sistemi di controllo e videosorveglianza sempre più invadenti. Il risultato evidente è che il centro storico, tolto il sabato pomeriggio dello shopping, è vissuto più da telecamere che persone.
Saronno è una città in cui ti è vietato bere una birra per strada, pena una multa di 100euro. Questa assurda ordinanza è giustificata dall’amministrazione comunale come salvaguardia dal degrado urbano. Perchè una birra porta degrado solo se non è acquistata nel più vicino locale. Come se il vero degrado non siano le strade e le piazze vuote di cui Saronno è piena. Come se il degrado non siano il torrente Lura inquinato, la qualità dell’aria e dell’acqua, la speculazione edilizia e la cementificazione sfrenata (ad imperitura memoria le due colate di cemento dietro la stazione che rimarranno lì per decenni).
Anche a Saronno il prezzo degli affitti è in continuo aumento, anche qui si sfrattano i morosi e si sgomberano gli abusivi senza casa nonostante ci siano decine e decine di appartamenti vuoti e sfitti.
Ma Saronno è anche la città che lo scorso autunno ha visto le strade riempirsi di splendidi studenti in lotta contro una scuola che li voleva silenti. La risposta alla loro voglia di ribellarsi è stata ancora una volta repressiva: un fermo e una trentina di denunce per altrettanti ragazzi.
Saronno è la città in cui si sta svolgendo il processo ai solidali con i lavoratori delle cooperative della logistica che nel 2008 lottarono, autorganizzandosi, contro le condizioni schiavistiche cui erano sottoposti alla Bennet di Origgio.
A tutte queste violenze, ai soprusi della polizia come a tutte le limitazioni imposte alla nostra libertà, è necessario più che mai resistere.
Il messaggio che arriva dall’alto è chiaro e forte: i tempi stanno cambiando, lo Stato non può correre il rischio che vengano messe in discussione le sue decisioni e che la situazione sociale si surriscaldi ulteriormente. Sono lontani i tempi in cui i Partiti erano capaci di convogliare e gestire il malcontento e hanno quindi delegato totalmente questa loro funzione al Partito del Manganello.
Cosa fare dunque?
E’ fondamentale ribadire che la resistenza non è un reato: per vivere una vita degna di essere vissuta è inevitabile scontrarsi con chi vuol fare di noi tutti degli automi che lavorano, producono e crepano in silenzio e senza creare troppi fastidi.
Bisogna riprendersi quindi gli spazi e tempi della propria vita, occupare una casa per vivere senza lo strozzinaggio legalizzato dell’affitto, vivere le strade i parchi e le piazze secondo le proprie esigenze, in comune, e non secondo leggi e ordinanze imposte, bisogna trovare il modo di liberarci dalla schiavitù del denaro.
Per fare tutte queste cose è necessario capire che la Polizia è sempre e inevitabilmente un ostacolo tra noi e la realizzazione dei nostri desideri.
Non stupiamoci dunque di fronte alla violenza della polizia: ma invece organizziamoci, resistiamo ed agiamo affinchè escano definitivamente dalle nostre strade, dalle nostre piazze, dalle nostre vite.

SABATO 29 GIUGNO ALLE 15.00 IN PIAZZA DELLA LIBERTA’ A SARONNO
PRESIDIO CONTRO GLI ARRESTI E CONTRO LA QUOTIDIANA REPRESSIONE

PASKA CLARA ENRICO GRAZIANO TOFFO MICH FRA LIBERI SUBITO!

Indagati,solidali e complice del saronnese

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