Metti un 25 Aprile di Resistenza a Saronno

Forse non tutti sanno che… lo scorso 25 aprile Saronno è stata invasa da agenti in assetto antisommossa che hanno deciso di spezzare in due il corteo degli antifascisti, separando i buoni da i cattivi. Appena passata la parte istituzionale (ANPI, rappresentanti politici, banda, etc.) tutto il resto del corteo, tra cui il Comitato Antifascista Saronnese, munito del pericoloso striscione “Basta piazze a Forza Nuova” e i manifestanti del TeLOS (armati di temibili fischietti e striscione), è stato intenzionalmente separato dalle prime file da una decina di agenti, senza che nessuno degli organizzatori del corteo levasse la minima protesta o chiedesse alle forze dell’ordine di disporsi dietro o a fianco dello stesso, come normalmente avviene.
Una situazione mai vista e terribilmente grave.
Non solo: giunti in fondo a Viale Rimembranze, dato che Piazza Caduti era stata transennata, il corteo è stato costretto a proseguire verso Via Carlo Porta. Qui una camionetta della Polizia però decide che i cattivi non possono passare e attacca con i manganelli il corteo. La confusione è generale: non si capisce cosa stai accadendo, chi abbia dato gli ordini, chi stia gestendo la piazza. I responsabili della sicurezza non sanno dare risposte, tanto meno l’Assessore Nigro che interviene in modo inopportuno nello sgomento generale. Al ritorno in piazza Caduti, solo la responsabilità dei manifestanti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente limitandosi a proteste verbali. Nel mentre le Autorità continuavano la cerimonia, arrivando addirittura a ringraziare le forze dell’ordine presenti, che con i loro scarponi calpestavano il Monumento ai Caduti, mentre ai manifestanti era stato chiesto di spostarsi in segno di rispetto.
Ma la mattinata di passione non finisce qua. Per tutta risposta alcuni manifestanti (ben 27 persone!) sono stati denunciati per “corteo non autorizzato”… il 25 aprile! Avete mai chiesto l’autorizzazione a partecipare al corteo del 25 aprile dal dopoguerra ad oggi?!
A conclusione di questa triste storia, dobbiamo aggiungere le incredibili dichiarazioni del Questore di Varese Dott. Messina che – oltre a ritenere “eccellente” l’operato dei propri agenti in tale situazione – a precisa domanda, risponde che i problemi della Provincia di Varese non sono le infiltrazioni mafiose, l’emergenza abitativa, la disoccupazione crescente e il disagio economico e sociale di molte famiglie, bensì due: ordine pubblico e ultras! Tutto questo solo un paio di giorni dopo lo scandalo ‘ndrangheta nel varesotto che ha portato agli arresti anche qualche poliziotto colluso.

Attaccare così duramente chi il 25 aprile si è reso protagonista di una contestazione significa attaccare chiaramente il diritto al dissenso. E allora in un periodo storico in cui a ribellarsi è tutta quella fascia di popolazione che subisce quotidianamente gli effetti della crisi, la giornata del 25 aprile a Saronno assume il significato di un avvertimento. Picchiarne e denunciarne un po’ per terrorizzarne molti di più. Isolare chi si ribella, dividere in buoni e cattivi.
Nell’ultimo anno Saronno ha visto più volte la presenza di formazioni neo-fasciste sul proprio territorio, a partire dai banchetti nelle piazze centrali di Forza Nuova e non ultima la fiaccolata in stile Ku Klux Klan per la cosiddetta sicurezza. L’unica sicurezza che ci auspichiamo è quella delle strade piene e animate da chi le vive, non strade deserte non appena vengono abbassate le serrande dei negozi.
E’ quindi più che mai necessario resistere, ora. Resistere però non è solo una vuota parola letta o invocata un giorno all’anno in un discorso celebrativo.
Dobbiamo resistere alla paura di cui ci vorrebbero schiavi, dobbiamo resistere all’attacco alla libertà di dissenso e ribellione, dobbiamo resistere all’attacco ai nostri diritti sul posto di lavoro e nel campo dell’istruzione, dobbiamo resistere alla presenza dei fascisti e al fascismo del pensiero unico e dominante, dobbiamo resistere a un ambiente devastato e inquinato, per la salute nostra e delle generazioni a venire.

Per tutti questi motivi indiciamo un corteo per il 14 giugno, un corteo inclusivo e partecipato da tutte quelle persone che si sono sentite “scippate” da un 25 aprile reso così nefasto. Un corteo che possa esprimere come la Resistenza non sia solo un fatto storico, ma soprattutto una pratica quotidiana.

Assemblea antifascista del Saronnese

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