24/1 corteo + TAZ contro la sorveglianza speciale

SORVEGLIARE È PUNIRE

In seguito alle dodici morti di Parigi si sono svolti numerosiCORTEO 24 GENNAIO cortei, presidi e manifestazioni in solidarietà alle vittime, non solo in Francia ma anche in tutto il resto d’Europa e del mondo. Alcuni di questi momenti non si sono limitati alla solidarietà, ma hanno portato in piazza anche il NO alla censura e così il tema di molti di questi appuntamenti è stata la LIBERTÀ.
Anche a Saronno mercoledì 14 molti cittadini si sono ritrovati in strada per gli stessi motivi.
La libertà di pensiero, la libertà di parola, la libertà di satira, la libertà del dissenso… qualcuno sembra voler suggerire l’alterità della nostra Europa rispetto alle pratiche censorie e repressive tipiche dei regimi e delle dittature, di natura politica o religiosa che siano. Purtroppo anche nella nostra tanto decantata democrazia le libertà sempre di più sono assediate da decisioni, leggi e azioni dei nostri governanti.
Potremmo parlare delle leggi e restrizioni approvate in ragione della “guerra al terrorismo” e di quelle che verranno approvate sull’onda dello shock emotivo provocato da questi ultimi omicidi. Ma, senza andare troppo lontano, possiamo pensare proficuamente a quanto avviene in questi ultimi tempi nella nostra piccola città di provincia.
Un nuovo regolamento di polizia urbana ques’estate ha decretato che è illegale sedersi per terra, sugli schienali delle panchine, sciacquarsi alle fontanelle, bere una birra per strada, mangiare nelle vicinanze di una chiesa, attaccare adesivi ad un palo… Eppure in molti non si sono sentiti toccati da queste nuove restrizioni alle nostre libertà. Come è possibile?
Di questi tempi gli stranieri, i giovani senza lavoro e senza una casa, i poveracci non hanno spazio nelle città-vetrina adatte per chi invece può spendere e consumare. Anche Saronno non è da meno: chi non ha un comportamento adeguato al “decoro” deve essere allontanato, preso di mira, punito.
Una spesa ingente è stata sostenuta dal Comune nelle ultime settimane per posizionare decine di nuove telecamere di videosorveglianza in alcune vie del centro città. E così diventa ogni giorno più difficile vedere salvaguardata la nostra libertà di girare per strada senza essere monitorati e controllati continuamente. Eppure questa azione non sembra aver scatenato grosse proteste.
Nell’ultimo anno in molte occasioni i militanti di Forza Nuova, un partito dalla chiara connotazione neo-fascista, si sono presentati nelle vie del centro per diffondere le proprie idee di intolleranza e discriminazione. Come è possibile che migliaia di cittadini, indignati per l’estremismo intollerante e liberticida espresso dai fondamentalismi islamici, non abbia ritenuto di manifestare la propria disapprovazione per la presenza, nella nostra città, di un partito che fa dell’intolleranza, della discriminazione e della restrizione delle libertà il proprio cavallo di battaglia? Come è possibile che un’amministrazione tanto pronta a condannare l’azione degli estremismi della religione islamica non abbia cercato di impedire che partiti neo-fascisti si facessero propaganda?
Questi sono solo alcuni degli esempi di come la nostra libertà è sotto attacco ogni giorno; a causa delle imposizioni di chi può decidere a tavolino, in un ufficio, cosa si può fare e cosa no. Cosa è giusto e cosa è sbagliato. È il potere stesso, in qualunque sua forma, religioso, democratico o fascista che sia, ad essere in antitesi con la libertà di ognuno di noi.
Quello che vogliamo mettere sotto la lente con questo corteo è l’attacco alla libertà perpetrato con il regime di Sorveglianza Speciale, che la Questura di Varese vorrebbe affibbiare ad un ragazzo saronnese.
Con la Sorveglianza Speciale quello che viene attaccato è proprio il diritto al dissenso, alla contestazione, al libero pensiero. Il nostro amico e compagno viene considerato dalla questura di Varese “socialmente pericoloso” in ragione delle proprie idee, della partecipazione a cortei e manifestazioni di protesta, del proprio sostegno alla campagna di lotta per la casa, per la difesa del territorio ecc. Senza nemmeno il bisogno di processarlo per qualche reato commesso, viene attaccata la libertà di movimento e di autoaffermazione di questo ragazzo.
Ma, come per gli omicidi di Parigi, è sbagliato pensare che sia solo lui, che siano solo le sue libertà ad essere sotto attacco. Oggi uccidono dei vignettisti perché si permettono di ridicolizzare una religione. Domani gli jihadisti potrebbero attaccare chiunque non accetti di convertirsi all’islam. Questo pensano in molti. Allo stesso modo, oggi un ragazzo viene sorvegliato perché partecipa a cortei e pubbliche proteste. Domani potrebbero costringere tutti noi a votare il partito o applaudire il politico giusto.
Oggi siamo tutti quanti vittime dell’attacco alla libertà portato contro uno di noi. E così tutti assieme siamo per le strade di Saronno per dire NO alla Sorveglianza Speciale, e per portare la nostra solidarietà a chi potrebbe vedersi privato di un pezzo consistente della propria libertà personale.

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