Comunicati di solidarietà contro la sorveglianza speciale

Raccogliamo qui di seguito una serie di comunicati di solidarietà al nostro compagno e contro la sorveglianza speciale scritti da alcuni collettivi e gruppi attivi sul territorio varesotto in varie lotte.

SOLIDARIETÀ A CELLO DAL KINESIS

Je suis Cello

La questura di Varese vorrebbe che un nostro amico e compagno di Saronno fosse sottoposto alla Sorveglianza Speciale. Si tratta di una misura restrittiva della libertà personale,adottata dal regime fascista per perseguitare gli oppositori politici e rivista recentemente in chiave antimafia. Di fatto, oggi, viene applicata a coloro che non possono essere colpiti con i normali strumenti di legge. Quindi non una pena per aver commesso un reato specifico ma una misura preventiva che limita la persona nelle sue frequentazioni, affetti, abitudini. Le prescrizioni possono essere diverse: obbligo di dimora in un determinato territorio, divieto di frequentare luoghi pubblici, incontrare pregiudicati, partecipare ad assemblee o manifestazioni…

Si tratta di un esperimento (se ne sono fatti di analoghi in altre parti di Italia) per un uso insolito, forse anche un po’ creativo, per valutarne un uso più diffuso in futuro. Questo è il chiaro intento del questore di Varese che si prende la briga di sciorinare ben sei pagine di motivazioni, segnalazioni, osservazioni e voyeurismi di varia natura, non risparmiandosi di aggiungere alcune falsità notevoli.

Per troppo tempo le acque dei territori in cui viviamo hanno sofferto di un movimento talmente poco percettibile da sembrare nullo. Da alcuni anni si verifica invece un interessante incremento di discorsi e di pratiche, ormai non più sommerse, che portano in superficie le contraddizioni dello stato di cose in cui siamo immersi: occupazione di case e spazi sociali, lotta contro sgomberi e sfratti, opposizione a progetti inquinanti e distruttivi, manifestazioni contro l’industria bellica, disobbedienza alle ordinanze liberticide dei comuni, blocchi e scioperi dei lavoratori della logistica, antirazzismo, opposizione al putridume fascista di Forza Nuova, denuncia pubblica della violenza di polizia e carabinieri, sostegno alle lotte in altri territori…

Sappiamo che Cello da anni partecipa con costanza e impegno a queste lotte. Allo stesso modo sappiamo che la Sorveglianza Speciale a cui vorrebbero sottoporlo e gli altri attacchi repressivi diretti contro il movimento in provincia di Varese, non sono questioni personali, ma riguardano tutti noi.

Contro tutti i tentativi di isolare chi lotta, impedirne il movimento, limitarne le libertà.

Je suis Cello. Nous sommes tous Cello.

KINESIS, Tradate

SOLIDARIETÀ DALL’ASSEMBLEA ANTIFASCISTA SARONNESE

Come assemblea antifascista del saronnese riteniamo importante esprimere la massima indignazione contro la recente proposta di sorveglianza speciale richiesta dalla Questura di Varese nei confronti di un nostro amico e compagno di lotta attivo da anni sul territorio di Saronno.
La sorveglianza speciale, ‘pena del sospetto’ è una misura preventiva risalente al codice Rocco del trentennio fascista e mira a escludere da un ambiente sociale una persona a fronte di una condotta ritenuta potenzialmente pericolosa.
Pone divieti come la partecipazione ad assemblee e iniziative pubbliche; impedisce la frequentazione di altri pregiudicati e impone l’obbligo a rientrare in casa negli orari notturni o quello di non allontanarsi dal comune di residenza.

Una misura coercitiva di tale peso è stata invocata negli ultimi anni principalmente per soggetti implicati in fatti di mafia, per ‘ chi compie abitualmente traffici delittuosi’ o a ‘chi vive del traffico delittuoso’.
Il caso specifico del ragazzo di Saronno è alquanto diverso.
La sua fedina penale non vede alcun reato passato in giudicato; l’unica motivazione presentata dalla Questura è una fumosa ‘pericolosità sociale’ che va a ‘turbare la tranquillità’, a fronte della sua partecipazione a svariate lotte sociali sul territorio.
La tranquillità è un valore da difendere? Ci chiediamo, e ci diamo facilmente risposta, quale sia la tranquillità che tanto sta a cuore alla Questura e alle istituzioni, di destra o sinistra.
È quella tranquillità che criminalizza il dissenso e devasta i territori; la stessa che sgombra le famiglie incapienti da case che rimangono sfitte e che rinchiude i migranti nei CIE; è la tranquillità di chi non si fa problemi ad avvelenare le falde acquifere o a espropriare e devastare terreni in nome del progresso.

Se questa è la tranquillità turbata allora noi rivendichiamo con orgoglio il titolo di disturbatori; non interromperemo la nostra militanza antifascista e anti autoritaria e rimarremo al fianco di chi rischia di essere privato di una bella fetta di libertà perchè non accetta lo stato di cose vigente.
E’ assolutamente chiaro il messaggio della questura: intimidire chi non si accontenta dello status quo e decide che alle idee debbano corrispondere sempre azioni, grandi o piccole che siano, che tendano al cambiamento della realtà in cui si vive.
Noi, come assemblea antifascista, rispondiamo che tale intimidazione non funziona e non intaccherà la nostra determinazione.
Scriveva De Andrè:
E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte (Canzone del Maggio)

COMUNICATO in solidarietà a Marcello: NO SORVEGLIANZA SPECIALE! da il Comitato promotore del forum contro la guerra – Venegono

Il prossimo 27 Gennaio presso il Tribunale di Varese si terrà l’udienza per valutare la richiesta del Questore di applicazione della sorveglianza speciale a Marcello, un compagno che ha partecipato, tra l’altro, ad alcune iniziative promosse dal Comitato promotore del Forum contro la guerra. La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione che si applica a prescindere dalla commissione di un reato. Le misure di prevenzione, nate per colpire criminali e mafiosi, hanno trovato più recentemente larga applicazione nel tentativo di repressione dell’antagonismo sociale. La sorveglianza speciale, come l’obbligo o il divieto di dimora, limita grandemente la libertà di movimento e di rapporti e tende ad isolare il destinatario della misura dal contesto sociale in cui opera. In una assemblea molto partecipata che si è svolta ieri sera a Saronno alcuni interventi hanno messo in evidenza, tra l’altro, come l’iniziativa contro Marcello debba essere considerata una sorta di “apripista” per analoghe iniziative nei confronti di altri. E’ estremamente importante dimostrare concretamente la solidarietà nei confronti di Marcello partecipando alle varie iniziative promosse ( vedi il sito di Kinesis) e con la presenza in udienza.

Tra i dati sintomatici della pericolosità sociale di Marcello elencati nella richiesta del Questore colpisce la segnalazione della partecipazione di Marcello alla manifestazione dell’Ottobre 2012 attorno alla sede dell’Aermacchi a Venegono. Lo stesso Questore ricorda che la manifestazione è stata nazionale ma pudicamente omette di citare Israele come destinatario della vendita degli M346.

Apprendiamo così che partecipare a una pacifica manifestazione contro la vendita di dispositivi di guerra è indice di pericolosità sociale; dal che si desume che produrre e vendere questi strumenti di morte è invece meritorio.

Per tutte queste ragioni come Comitato promotore del Forum contro la guerra siamo a fianco di Marcello e gli esprimiamo la nostra solidarietà.

Venegono, 16 Gennaio 2015;  Il Comitato promotore del Forum contro la guerra

SOLIDARIETÀ DALLA RETE ANTIFASCISTA DELL’ALTOMILANESE

Codice Rocco … No a una democrazia fondata sulle leggi del regime fascista!
Sabato 24 gennaio la Rete antifascista aM sarà nelle strade di Saronno contro la possibile applicazione della sorveglianza speciale a Cello (Marcello), nostro compagno di lotte.
La sorveglianza speciale è uno strumento di repressione poliziesca che la questura applica sul semplice e vago sospetto, senza nessuna prova di commissione di illeciti. Mira ad isolare la persona colpita dal contesto sociale.
Le restrizioni, che possono essere applicate in toto o solo in parte, comprendono:
il divieto di frequentare più di tre persone per volta, e comunque di frequentare pregiudicati,
il ritiro del passaporto e della patente,
il divieto di lasciare il luogo di residenza,
il divieto di uscire durante le ore notturne,
il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche ,
il divieto di frequentare bettole e osterie,
a volte perfino l’obbligo di presentarsi giornalmente in questura,
La durata di questi provvedimenti non può essere inferiore a 1 anno né superiore a 5 anni.

Liberi di R’Esistere è il nostro motto per lottare contro ogni repressione, ogni rigurgito Nazifascista, per la libertà d’espressione e il rispetto delle diversità.
Noi come Rete Antifascista AltoMilanese rifiutiamo l’idea che la nostra democrazia sia garantita dalle leggi fasciste ! Non accettiamo nessuna legge che ci sottometta arbitrariamente e preventivamente . Non può esserci una legge o un codice che ci limiti solo perché esprimiamo il nostro dissenso.
Se martedì 27 al compagno Cello sarà applicata la sorveglianza speciale del Codice Rocco ognuno di noi non sarà più al riparo da una nuova stretta della repressione fascista.
Non ci avete fermati con i fogli di via nella lotta contro la tav e le devastazione del territorio, nella lotta dei facchini della logistica, nelle lotte per i diritti della casa e non ci fermerete con il codice Rocco.
Continueremo a combattere contro il fascismo, il razzismo, l’omofobia e le ingiustizie sociali in ogni luogo.
Chiamiamo tutti a partecipare alla manifestazione di sabato 24 gennaio a Saronno e al presidio davanti al tribunale di Varese il 27 gennaio alle 9.00.
Rete Antifascista Altomilanese
Solidarietà ai compagni del centro sociale Dordoni ‪#‎EmillioResisti‬
rnf@autistici.org

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