A un anno dallo sgombero del TeLOS

Volantino distribuito ieri sera alla seconda edizione delle Acque Scure Accaccì:

A UN ANNO DALLO SGOMBERO DEL TELOS

Un anno fa veniva sgomberato il Telos di via Milano dopo cinque anni e mezzo di lotta, rabbia e autogestione.
Sono stati mesi pieni di iniziative, di occupazioni più o meno temporanee, cortei, incontri, discussioni, socialità, condivisione, e molto altro.
Eravamo convinti, e lo siamo tutt’ora, che l’aver sgomberato il TeLOS fosse soltanto aver sigillato quattro mura.
L’averci sottratto lo spazio ha acuito la nostra voglia di libertà, ci ha costretti a portare ancora più situazioni conflittuali per le strade di questa cittadina dormiente, ha fatto crescere un odio già ben sedimentato negli anni.
Dopo la richiesta di sorveglianza speciale (fortunatamente caduta) e dopo le numerose denunce (e il goffo tentativo di misure cautelari e reato associativo) per gli scontri del 25 aprile 2014 e per la resistenza contro il taglio dell’acqua nella casa occupata di via Don Monza durante l’autunno del 2013, la Questura di Varese ha appioppato 6 fogli di via da Saronno in seguito allo sgombero del Telos di via Gorizia (a cui si aggiungono i 5 fogli di via da Lomazzo in provincia di Como per una contestazione a Salvini).
Misure preventive per intimidire chi si è avvicinato all’esperienza del TeLOS negli ultimi mesi, per evitare che nuovi solidali e complici si uniscano a chi già da anni lotta sul territorio.
Misure preventive che rispediamo volentieri al mittente con la ferma convinzione che non sta alla questura decidere dove possiamo andare o chi vogliamo al nostro fianco.
A questo si aggiunge la politica della nuova amministrazione leghista che da un lato concede spazi ai fasci e dall’altro cerca di limitare la libera aggregazione con ridicole multe là dove non funziona la repressione sbirresca.
A ciò si aggiunge la presenza intimidatoria e provocatoria della DIGOS nei giorni precedenti Acque Scure Accaccì. Risultato: due compagni fermati in due giorni distinti, uno identificato, l’altro portato in Questura a Varese e rilasciato con una denuncia per violazione del foglio di via.
Per completare il quadro nei prossimi mesi proseguiranno i processi per le occupazioni delle case di via Montegeneroso e di via Bainsizza, entrambe sgomberate, una ancora abbandonata e l’altra demolita per metà il giorno dello sgombero e ancora pericolante tutt’oggi.
Ciò che sta accadendo a Saronno non è molto diverso da ciò che sta succedendo in diverse parti d’Italia.
Non ci sorprende questo accanimento nei confronti di chi cerca ogni giorno di lottare per ciò che ritiene giusto, tanto più in un momento storico in cui ogni giorno si susseguono tragedie nel Mediterraneo, in cui ogni giorno le frontiere impediscono la libera circolazione degli individui, in cui l’emergenza abitativa è sempre più incalzante, in cui il malcontento sociale è sempre più diffuso ed in cui l’identità dei nemici è sempre più chiara: politici e sfruttatori.
La nostra ferma intenzione è di mantenere la rotta, insuscettibile al ravvedimento, che ci siamo dati portando quanto più conflitto possiamo nelle strade di Saronno e cercando in continuazione nuovi complici che ci possano affiancare.

Il nostro desiderio di libertà è più forte di qualsiasi autorità!

Testardi e incorreggibili

One Comment to “A un anno dallo sgombero del TeLOS”

  1. Per fortuna ci sono testardi e incorreggibili come voi. Non bisogna perdere la speranza, bisogna piuttosto costruirla man mano, evitando gli ostacoli. Continuate così, non demordete!

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