22 luglio 2014

26/7 HC+Trash

flyer serata 26 luglio3

15 luglio 2014

Sullo sgombero dello spazio di via Caduti della Liberazione 17

Verso le 4 del pomeriggio due compagni entrano nello spazio occupato in via Caduti della Liberazione 17, con l’intenzione di effettuare alcuni lavori per renderlo accogliente e fruibile. Armati di alcuni attrezzi e di un generatore di corrente sono costretti ad usare un portone che da sul cortile interno dello stabile che ospita il negozio occupato, dato che la saracinesca d’entrata, con sulle spalle circa 40 anni di abbandono, ha ceduto dopo solo 2 giorni di utilizzo. E’ con grande fatica che dopo oltre un’ora di lavoro i due riescono a sollevare la pesantissima saracinesca oltre le proprie teste. Gli sforzi dei compagni sono però pessimamente premiati, dato che proprio nel momento in cui la saracinesca viene alzata piombano sui due un manipolo di agenti della digos, supportati da alcune volanti della polizia e dei carabinieri e da una camionetta dell’antisommossa. E’ molto probabile, vista la perfetta tempistica di arrivo delle forze dell’ordine, che tutta la carovana stesse aspettando, chissà da quante ore, il via per intervenire da qualche spione appostato nelle vicinanze.
Ai compagni è impossibile opporre qualsiasi tipo di resistenza, dato che vengono presi totalmente alla sprovvista.
Dopo essere stati perquisiti i due sono caricati su una volante della digos e portati alla Questura di Varese per la redazione delle denunce di rito. Verranno rilasciati alle 10 di sera con in tasca denunce per occupazione e danneggiamento, oltre che per il possesso di oggetti atti allo scasso.
Alcune valutazioni si possono fare a fronte di questo sgombero:
La Questura ribadisce quanto fatto capire negli ultimi mesi: non hanno intenzione di tollerare altre occupazioni a Saronno per più di 48 ore; muovere decine di poliziotti per svuotare uno stabile abbandonato da 40 anni per loro non è un problema. L’importante è fermare sul nascere ogni velleità di organizzazione e resistenza, che si tratti di creare spazi autogestiti o di occupare case per chi non ne ha.
Sgomberare non è sufficiente, serve anche intimidire e denunciare il più possibile.
Per questo serve un aiuto mediatico, gli articoli sui giornali, uno schieramento massiccio di uomini e mezzi e acchiappare quanta più gente possibile. In questo senso va letta a nostro avviso la modalità di intervento della Questura varesina nella giornata di ieri. Lo stabile di via Caduti della Liberazione poteva essere chiuso senza difficoltà nella mattinata del giorno successivo, quando nessuno di noi sarebbe probabilmente stato all’interno dello stabile, così come è stato nei giorni precedenti. Ma in questo modo non si sarebbero potuto sciorinare sui giornali le denunce affibbiate, non si sarebbe potuta schierare tutta quella polizia da mostrare ai saronnesi e da far fotografare ai giornalisti, creando divisione anche solo a livello di immaginario fra noi e la gente. E soprattutto era necessario per la polizia far partire altre denunce, per cercare di fermare la sequenza di occupazioni sul territorio saronnese (negli ultimi 2 anni sono state 6).
Per noi la vita continua, la lotta pure. Scopriremo strada facendo con che modalità.

15 luglio 2014

19/7 Serata sul terrazzo

sabato19

12 luglio 2014

Più spazi liberi meno notti bianche!

Ci comunicano di una nuova occupazione in corso a Saronno, in via Caduti della Liberazione 17. 

Chi può passi! Qui sotto il comunicato dell’occupazione.

10313849_656628901073356_6733763576854103807_nSabato 12 dal pomeriggio e per tutta la notte il centro di Saronno sarà invaso da migliaia di persone.

I saronnesi e gli abitanti delle cittadine limitrofe per una sera decideranno di spegnere la Tv, di scollarsi dal divano, e di scendere per le strade, animandole di movimento, di rumore, di vita. Finalmente la nostra non diventerà, al calar del sole, una città fantasma, silenziosa e vuota, come fosse coperta dal coprifuoco militare. Solitamente la sera diventa difficile girare per le strade di Saronno senza aver paura. Paura a pensare a tutte quelle migliaia e migliaia di persone chiuse nelle loro case, sempre più isolate, rinchiuse in quelle vite dove costruire relazioni sociali, trovare piacere nella vita, dare un senso alle proprie giornate che non sia l’andare e tornare dal posto di lavoro, è sempre più difficile.

Purtroppo sappiamo bene cosa richiamerà le migliaia di cittadini a liberarsi dalla loro quotidianità rassicurante. L’evento che porterà molti ad abbandonare le mura domestiche per alcune ore sarà la tanto osannata “notte bianca”. E cosa c’è di male in tutto ciò? Di male c’è il fatto che la routine casa-lavoro è spezzata unicamente da momenti dedicati al consumo. All’acquisto di merci, al consumo di beni, alla spesa di denaro. Ogni evento mondano è oggi organizzato con l’unico fine di far spendere e far guadagnare dei soldi. In questo senso la “notte bianca” rappresenta un massimo nel suo genere, dato che per una notte vuole trasformare l’intero centro della nostra città in un grosso centro commerciale. Se originariamente le notti bianche avevano l’intenzione di diffondere cultura, tramite l’apertura dei musei, l’organizzazione di eventi musicali e artistici, oggi, in particolare in piccole città come la nostra in cui produrre è tutto e la cultura appare quindi come un orpello inutile, un vezzo per pochi, queste iniziative non sono che occasioni per i commercianti della zona centrale di cercare di far cassa, per cercare di convincere i cittadini a spendere i pochi soldi che ancora si trovano nelle tasche.

Sono questi stessi commercianti che sperano di racimolare qualche soldo in questa maniera che continuano a chiedere con insistenza all’Amministrazione Pubblica di “ripulire” il centro da tutte quelle persone e quei comportamenti che loro giudicano come motivo di “degrado”. Sarebbe questo degrado che, a loro avviso, spingerebbe sempre meno gente a spendere soldi nei loro negozi. Ed è dietro a queste richieste che si sono accodati i benpensanti e, di conseguenze, i politicanti saronnesi. Ecco allora che la Giunta Comunale ha da poco approvato delle nuove leggi per il Regolamento di Polizia Urbana, che prevedono la sanzionabilità di azioni e comportamenti fino a ieri considerati completamente normali, come bere una birra in piazza, sedersi sui gradini di una chiesa o per terra, mangiare un panino in un parco, sciacquarsi in una fontana o arrampicarsi su un albero… Tutto questo ovviamente a meno che non vi sia un Evento organizzato da commercianti e Comune a rendere possibile tutto ciò che ogni giorno non lo è.

Ma che logica è quella che perseguita la vita vissuta nelle strade, tutto l’anno, per poi lamentarsi della mancanza di vitalità delle vie cittadine, per poi organizzare giornate in cui tutto è permesso, per cercare di convincere i cittadini a vivere per un poco nelle strade?

Il fatto è che si cerca di allontanare dal centro, con l’intenzione di trasformarlo in un centro commerciale, le persone indesiderate. Indesiderate in quanto incapaci di spendere, dato che il degrado portato dal denaro non viene mai criticato in nessuna maniera. Ma in questo modo si finisce per svuotare la città, sempre più patinata quanto inadatta alla vita. Niente panchine, niente fontane, niente parchi, niente aggregazione libera…

Noi ci siamo da sempre opposti a questa logica. La logica del profitto e della privatizzazione di ciò che nasce come di tutti uccide a nostro avviso la vita libera. La criminalizzazione di ogni atto non idoneo al consumo avviene perché siamo pensati sempre più come consumatori e non come individui.

E’ per questo motivo che abbiamo deciso di occupare uno spazio abbandonato a ridosso del centro, per farne uno spazio di libera aggregazione, discussione e confronto. Facciamola finita con la noia della notte bianca e del mondo che rappresenta, riappropriamoci delle nostre vite, facciamolo subito!

Il nuovo spazio si trova in via Caduti della Liberazione 17, venite a vederlo, ci sarà un po’ di musica.

Domenica alle 21 presentazione con gli autori del libro 20ZLN, lunedì alle 21 assemblea di presentazione del nuovo spazio, martedì alle 21 presentazione di editricecirtide, seguiranno altri appuntamenti.

 

I predoni della notte nera

 

11 luglio 2014

Metà luglio caldo!

 

metàluglio telosweb

3 luglio 2014

13/07 Presentazione del libro 20zln

 

Liniziativa è spostata in via Caduti della Liberazione 17, nel nuovo spazio occupato.

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20zln – Vent’anni di zapatismo e liberazione

È territorio zapatista, è Chiapas, è Messico, è America Latina, è la Terra. Ed è dicembre 2013, fa freddo come 20 anni fa e, come allora, oggi ci ripara una bandiera: quella della ribellione.

Il 1° gennaio 1994 scoppiava la rivolta dei nativi del sud-est messicano. Attraverso l’Esercito zapatista di liberazione nazionale, l’opinione pubblica globale scopriva allora l’esistenza di un Chiapas diverso da quello delle cartoline turistiche, delle rovine maya e della sua meravigliosa selva.

20 anni di guerra sporca, conflitto sociale, dignità e opposizione al neoliberismo sono trascorsi nelle parole e nell’insorgenza di migliaia di donne e uomini coperti dal passamontagna. Da quell’angolo sconosciuto di uno dei più poveri stati del Messico è nato un vento che ha ibridato ovunque i linguaggi e le teorie su autonomia e autogoverno.

Il titolo di questo volume richiama l’attenzione sul processo sociale che si è attivato dietro la linea delle armi con la nascita dei caracoles nel 2003 e proseguito senza sosta fino al giorno d’oggi. 20zln è un mosaico di voci: dal centro per i diritti umani Frayba, dalla Brigada Callejera di Città del Messico, dai media indipendenti Promedios e Centro de medios libres. Alle quali si aggiungono le testimonianze di storici comitati italiani, alcuni interventi di artisti solidali (Rouge, 99 posse, Lo stato sociale e Punkreas) e i racconti orali sul recente viaggio all’interno dell’esperimento collettivo nato dalla fucina di idee e pratiche della lotta zapatista: l’escuelita.

http://20zln.noblogs.org/
http://www.agenziax.it/20zln/

29 giugno 2014

5/7 serata elettronica benefit arrestati a Torino

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19 giugno 2014

27/06 Punk Rock Strikes Back

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9 giugno 2014

14 Giugno corteo a Saronno

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9 giugno 2014

Metti un 25 Aprile di Resistenza a Saronno

Forse non tutti sanno che… lo scorso 25 aprile Saronno è stata invasa da agenti in assetto antisommossa che hanno deciso di spezzare in due il corteo degli antifascisti, separando i buoni da i cattivi. Appena passata la parte istituzionale (ANPI, rappresentanti politici, banda, etc.) tutto il resto del corteo, tra cui il Comitato Antifascista Saronnese, munito del pericoloso striscione “Basta piazze a Forza Nuova” e i manifestanti del TeLOS (armati di temibili fischietti e striscione), è stato intenzionalmente separato dalle prime file da una decina di agenti, senza che nessuno degli organizzatori del corteo levasse la minima protesta o chiedesse alle forze dell’ordine di disporsi dietro o a fianco dello stesso, come normalmente avviene.
Una situazione mai vista e terribilmente grave.
Non solo: giunti in fondo a Viale Rimembranze, dato che Piazza Caduti era stata transennata, il corteo è stato costretto a proseguire verso Via Carlo Porta. Qui una camionetta della Polizia però decide che i cattivi non possono passare e attacca con i manganelli il corteo. La confusione è generale: non si capisce cosa stai accadendo, chi abbia dato gli ordini, chi stia gestendo la piazza. I responsabili della sicurezza non sanno dare risposte, tanto meno l’Assessore Nigro che interviene in modo inopportuno nello sgomento generale. Al ritorno in piazza Caduti, solo la responsabilità dei manifestanti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente limitandosi a proteste verbali. Nel mentre le Autorità continuavano la cerimonia, arrivando addirittura a ringraziare le forze dell’ordine presenti, che con i loro scarponi calpestavano il Monumento ai Caduti, mentre ai manifestanti era stato chiesto di spostarsi in segno di rispetto.
Ma la mattinata di passione non finisce qua. Per tutta risposta alcuni manifestanti (ben 27 persone!) sono stati denunciati per “corteo non autorizzato”… il 25 aprile! Avete mai chiesto l’autorizzazione a partecipare al corteo del 25 aprile dal dopoguerra ad oggi?!
A conclusione di questa triste storia, dobbiamo aggiungere le incredibili dichiarazioni del Questore di Varese Dott. Messina che – oltre a ritenere “eccellente” l’operato dei propri agenti in tale situazione – a precisa domanda, risponde che i problemi della Provincia di Varese non sono le infiltrazioni mafiose, l’emergenza abitativa, la disoccupazione crescente e il disagio economico e sociale di molte famiglie, bensì due: ordine pubblico e ultras! Tutto questo solo un paio di giorni dopo lo scandalo ‘ndrangheta nel varesotto che ha portato agli arresti anche qualche poliziotto colluso.

Attaccare così duramente chi il 25 aprile si è reso protagonista di una contestazione significa attaccare chiaramente il diritto al dissenso. E allora in un periodo storico in cui a ribellarsi è tutta quella fascia di popolazione che subisce quotidianamente gli effetti della crisi, la giornata del 25 aprile a Saronno assume il significato di un avvertimento. Picchiarne e denunciarne un po’ per terrorizzarne molti di più. Isolare chi si ribella, dividere in buoni e cattivi.
Nell’ultimo anno Saronno ha visto più volte la presenza di formazioni neo-fasciste sul proprio territorio, a partire dai banchetti nelle piazze centrali di Forza Nuova e non ultima la fiaccolata in stile Ku Klux Klan per la cosiddetta sicurezza. L’unica sicurezza che ci auspichiamo è quella delle strade piene e animate da chi le vive, non strade deserte non appena vengono abbassate le serrande dei negozi.
E’ quindi più che mai necessario resistere, ora. Resistere però non è solo una vuota parola letta o invocata un giorno all’anno in un discorso celebrativo.
Dobbiamo resistere alla paura di cui ci vorrebbero schiavi, dobbiamo resistere all’attacco alla libertà di dissenso e ribellione, dobbiamo resistere all’attacco ai nostri diritti sul posto di lavoro e nel campo dell’istruzione, dobbiamo resistere alla presenza dei fascisti e al fascismo del pensiero unico e dominante, dobbiamo resistere a un ambiente devastato e inquinato, per la salute nostra e delle generazioni a venire.

Per tutti questi motivi indiciamo un corteo per il 14 giugno, un corteo inclusivo e partecipato da tutte quelle persone che si sono sentite “scippate” da un 25 aprile reso così nefasto. Un corteo che possa esprimere come la Resistenza non sia solo un fatto storico, ma soprattutto una pratica quotidiana.

Assemblea antifascista del Saronnese

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