11 febbraio 2016

5 Marzo – Corteo + 7° compleanno

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1 febbraio 2016

Due parole su sgomberi, occupazioni, fermento e tentativi repressivi in quel di Saronno

I fatti: andante con brio
Iniziamo a raccontarvi dello sgombero, l’ennesimo, del Telos di via Varese partendo dall’occupazione. Il 10 dicembre all’alba Questura di Varese e Carabinieri di Saronno sgomberano il Telos storico di via Milano, rioccupato il 21 novembre scorso. La sera stessa, mentre un presidio in stazione militarizzato all’inverosimile e senza possibilità di muoversi in corteo funge da specchietto per le allodole, viene occupato un nuovo Telos in via Varese all’angolo con via Lainati. Lo stesso presidio si scioglierà e sparpagliandosi si ricompatterà qualche centinaio di metri più in là raggiungendo così il nuovo spazio occupato in corteo. Qualche macchina di Digos inizia a ronzare attorno allo spazio appena occupato, ed è la stessa Questura in un comunicato stampa a raccontare che nel corso di questa occupazione il personale della Polizia di Stato ha monitorato tutte le operazioni e notato la presenza di soggetti conosciuti già resisi responsabili di attività delittuose analoghe sebbene gli stessi cercavano di coprire i loro volti con berretti, passamontagna e con lo striscione che hanno esposto. In un frangente alcuni di loro hanno anche lanciato un petardo verso la macchina della Polizia e successivamente un sasso che ha infranto il parabrezza della pattuglia.(1) Dopo circa dodici ore dallo sgombero il Telos ha già trovato una nuova sede. Ne seguirà un mese e mezzo di lavori, incontri, iniziative, assemblee, concerti. Nonostante questo nuovo stabile occupato si trovi nel cuore della città e in una zona decisamente benestante non manca la solidarietà dei vicini. Lo sgombero è nell’aria, ed arriva domenica 24 gennaio all’alba. Uno sgombero la domenica mattina è quantomeno inusuale, e per una serie di sventure – non ultima l’aver accolto la sera prima un gruppo in tour che chiedeva ospitalità – non viene opposta resistenza. Le 7 persone presenti dentro al Telos vengono portate in Questura a Varese per le denunce e i riconoscimenti, mentre via Varese (la varesina che collega Varese a Milano) viene chiusa al traffico e rimarrà tale fino al tramonto. Gli operai al soldo della proprietà ritinteggiano di grigio lo stabile e lo murano per evitare altre occupazioni. In tarda serata fuori dallo stabile rimangono ancora due camionette e diverse volanti tra Carabinieri e Polizia. Il giorno dello sgombero la Digos ha temporeggiato sul materiale presente all’interno dello stabile, il giorno dopo ha invece negato ogni possibilità di riprendere il materiale in questione, sbraitando su come si sia incrinato un equilibrio, certo… l’equilibrio degli sgomberi, degli avvisi orali, della sorveglianza speciale, dei fogli di via.(2)

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26 gennaio 2016

Ancamò: di occupazioni, sgomberi e lotta a Saronno

http://www.radiocane.info/ancamo/

Negli ulltimi tempi si fatica a tenere il conto degli sgomberi avvenuti a Saronno, dove non è mancato neppure il consueto corredo di fogli di via, avvisi orali, richieste di sorveglianza speciale e…Daspo. Un’attenzione questurina che sinora non ha in alcun modo intaccato la volontà di andare avanti dei compagni saronnesi, la determinazione a liberare spazi e tempi di vita, la continua sperimentazione di rapporti di autogestione, al di fuori del circolo della noia e della merce cui la provincia sembra insesorabilmente destinata. In occasione dell’ultimo sgombero, avvenuto domenica 24 gennaio 2015, ci siamo fatti raccontare da alcuni “occupatori di Telos” (secondo la brillante definizione di una locale europarlamentare di Forza Italia) la situazione saronnese dal primo sgombero della sede storica di via Milano a oggi.

Qui l’audio: http://www.radiocane.info/wp-content/uploads/2016/01/telos.mp3

 

25 gennaio 2016

Sembra una barzelletta ma non lo è

Il comunicato dei Lambs a cui si fa riferimento potete trovarlo pubblicato qui

Questa mattina, lunedì 25 gennaio, abbiamo letto sui media locali una dichiarazione rilasciata dal gruppo hardcore “Lambs” di Cesena a proposito dello sgombero di ieri del TeLOS, in cui si sono trovati coinvolti, essendo stati ospitati dopo aver suonato in un pub di Saronno.
Eccone uno stralcio:

“Al mattino siamo stati svegliati dalle forze dell’ordine ed accompagnati in Questura a Varese. Abbiamo subito spiegato di essere una band e di non aver nulla a che fare con l’occupazione ma al momento siamo comunque indagati. Sinceramente non c’entriamo nulla con la vicenda avevamo solo bisogno di un ricovero per la notte e siamo stati ospitati. Eravamo al posto sbagliato nel momento sbagliato”.

Siamo rimasti allibiti da questa dichiarazione e abbiamo voluto condividere nella maniera più ampia possibile quella che per qualche minuto ci è parsa una divertente barzelletta. Ma una barzelletta non è, e più che ridere verrebbe da piangere.
Per noi un concerto non è un puro evento fine a se stesso, ma un momento in cui incontrarsi, scambiarsi esperienze, condividere emozioni e contenuti. Suonare o frequentare – sia pur per bisogno – uno spazio occupato dovrebbe significare -, secondo noi, avere una certa sensibilità rispetto a tutta una serie di tematiche quali, ad esempio, la questione degli spazi occupati nei quali in Italia, generi come l’hardcore (e affini), sono nati ed ai quali sono sempre rimasti indissolubilmente legati. Anche se oggi assistiamo spesso al cliché: “suono hardcore, quindi suono negli spazi occupati”, come se fosse una moda come tante.
Questo non per amore delle patenti da militante d.o.c. che non ci appartengono, ma per dimostrare coi fatti che no, non è soltanto musica.
Leggere frasi del tipo “eravamo al posto sbagliato nel momento sbagliato” fa intendere quanto questi “musicisti” siano consapevoli del luogo e di coloro che li stavano ospitando per dormire. Evidentemente, per i “Lambs”, uno spazio occupato equivale ad un ostello in cui trascorrere la notte, ma gratuito.
Ingenui noi ad ospitare quattro sconosciuti? Forse.
Ma da parte nostra ospitare qualcuno che non ha i soldi per pagarsi un albergo, è un piccolo gesto che si incastona nel nostro agire quotidiano in questa città: un posto occupato in un luogo tetro, grigio e attraversato continuamente da tristi pendolari che pensano ognuno agli affari propri, è il tentativo di spezzare l’apatia della vita quotidiana per dare più spazio alla generosità, alla solidarietà e al coraggio di chi lotta. Condividere, anche solo per una notte, la vita di uno spazio occupato per noi significa essere complici e solidali con chi vive quotidianamente quello spazio.
Lo scriviamo qua e speriamo non ci sia più bisogno di replicare: all’interno dei nostri spazi non vogliamo individui che considerano tali spazi come posti sbagliati.
E non può essere nemmeno considerato momento sbagliato uno sgombero che è ultimamente la realtà di diverse esperienze che ostinatamente remano contro la corrente.
E in ogni caso, nell’ovvia diversità del vedere, del sentire e del percepire, vale sempre ciò che disse il saggio: un bel tacer non fu mai scritto.

13 gennaio 2016

CineTeLOS – Il nemico alle porte

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8 gennaio 2016

22/1 Another punk night in Saronno

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8 gennaio 2016

Presentazione di “Bakunin, il demone della rivolta”

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22 dicembre 2015

27/12 HipHop Jam

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Domenica 27 dalle 14, al nuovo telos occupato di Via Varese angolo via Lainati.
Giornata di musica, street art e lavori per far vivere e sistemare il nuovo spazio occupato. Porta bonze, rulli, pennelli voglia di fare e divertirti.

18 dicembre 2015

Iniziative NOTAV a Saronno

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Dal’11 dicembre riprenderanno le udienze del processo di appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, i 4 compagni No Tav arrestati e processati per un’azione contro il cantiere TAV di Chiomonte la notte tra il 13 e 14 maggio 2013.
In primo grado i 4, condannati per il danneggiamento, furono assolti dall’accusa di terrorismo, che i P.M. avevano gettato loro addosso.
La Procura Generale di Torino tuttavia sembra non voler rinunciare all’assurda persecuzione nei loro confronti e, ricorrendo in appello, prova per l’ennesima volta a far condannare Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò per terrorismo.
Una vera ossessione, quella della Procura torinese nei confronti dei No Tav, il movimento di lotta più forte oggi in Italia, esempio e simbolo praticamente in tutto il mondo, da tempo oggetto delle attenzioni della magistratura. Questo accanimento, però, non è solo il frutto delle ostinazioni di un singolo giudice o di una singola procura.
Da molto tempo si stanno inasprendo le leggi finalizzate ad annullare ogni forma di conflitto sociale; fogli di via vengono emessi in quantità sempre crescente che vanno a colpire compagni che lottano per il diritto alla casa o solidarizzano con immigrati in fuga da guerre promosse dall’occidente. La facilità con cui lo stato etichetta come atti di terrorismo semplici manifestazioni di dissenso è estremamente preoccupante, ancora di più adesso che la guerra sembra allungare le sue ombre ovunque.
État d’Urgence! È questo il grido di battaglia dei governi. Lo Stato d’emergenza a tempo indeterminato instaurato a Parigi, consente di proibire e reprimere duramente anche una semplice manifestazione di dissenso sulle politiche industriali e le sue ricadute sul clima. Se poi il dissenso diventa, come in Val Susa, resistenza popolare, rivendica le proprie pratiche e afferma un senso di giustizia come qualcosa di più profondo della Legge, allora si esige a gran voce la punizione esemplare, logica conseguenza della pesante accusa.
Se i giudici del processo di primo grado non hanno accolto tale richiesta, rigettando l’accusa di terrorismo, ciò è dipeso anche dalla solidarietà attiva e diffusa manifestata nei confronti dei quattro imputati.
Restituiamo al mittente la reiterata accusa di terrorismo, ribadiamo la nostra piena solidarietà ai quattro Notav, consci del fatto, peraltro, che se i giudici d’appello dovessero condannarli per terrorismo, più forte sarebbe la posizione di coloro (governo, banche e confindustria) che vogliono spazzare via ogni opposizione territoriale e sociale attraverso l’utilizzo di leggi d’emergenza infinite, restringimento delle libertà individuali e collettive, criminalizzazione e Polizia.

18 DICEMBRE // CASA DEL PARTIGIANO // VIA MAESTRI DEL LAVORO, SARONNO // ORE 21
INCONTRO E DIBATTITO SULLA LOTTA NO TAV, L’ACCUSA DI TERRORISMO, LA SITUAZIONE ATTUALE
contributi dalla valle e dall’avvocato U.Giannangieli

20 DICEMBRE // P.ZZA AVIATORI D’ITALIA, SARONNO // ORE 15
PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ A NICCO, CHIARA, MATTIA E CLAUDIO

11 dicembre 2015

Sgombero e rioccupazione e comunicato

Questa mattina (11/12) all’alba polizia e carabinieri hanno effettuato lo sgombero del TeLOS di via Milano rioccupato da oltre due settimane. Alle 18, mentre un presidio si raccoglieva alla stazione dei treni, alcuni ragazzi e ragazze hanno occupato un nuovo TeLOS, all’angolo tra via Varese e via Lainati. Lo spazio è un ex deposito dei pullman da tempo in disuso.
Come sempre nei prossimi giorni provvederemo alla pulizia, sistemazione e riqualificazione del rudere polveroso. Che sia per qualche ora, per qualche giorno o per qualche settimana, prima del prossimo sgombero, non ci importa.
Passate a trovarci.
Qui di seguito il comunicato distribuito durante il presidio.

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

A te che hai preso in mano questo volantino volevamo dire due cose.
Questa mattina (giovedì 10 dicembre) hanno sgomberato il Telos.
E chi se ne frega – dirai legittimamente. Ci teniamo però a condividere due pensieri che partono proprio dallo sgombero di questa mattina ma che andranno oltre.
Lo sanno persino i sassi che lo stabile che avevamo occupato, quello tra via Milano e via Varese, rimarrà vuoto e abbandonato per altri anni. Non fatevi ingannare: quella di oggi ve la spacceranno come una lezione di democrazia e di rispetto della pacifica convivenza, altro non è che l’ennesima azione di forza, l’ennesimo tentativo di zittire una voce, di fare il deserto dove c’era la vita.
Lo sanno persino i sassi che in quello spazio una e una sola cosa ci sta a pennello: il Telos.
Poi certo, vi racconteranno che siamo i violenti sabotatori della vostra tranquillità, o all’occorrenza i tossici figli di papà che giocano alla ribellione, o ancora la sporca manovalanza di occulte manovre.
Ma, guardacaso, non una voce vi racconterà che settimana scorsa un’operaia di 67 anni è rimasta vittima di un serio incidente sul lavoro. Nessuna voce si è levata, tutto è stato insabbiato come se nulla fosse. Non siamo nemmeno riusciti a sapere le condizioni, qualcuno ci ha riferito che sia morta. Fa gelare il sangue nelle vene, non trovi?
L’informazione e la politica sono pensate a tavolino. Tu sei studiato e pensato a tavolino, le tue emozioni sono stimolate all’evenienza. Ma cosa credi? Che ci siano orde di barbari pronti a invaderci? Ma dove le vedi se non in televisione?
E di voci mancanti invece ce ne sono a centinaia: hai mai letto qualcosa sullo scandalo Kaleidos? Sulla fabbricazione di armi da guerra in provincia di Varese? Sugli sfratti giornalieri in città? Sai chi è il responsabile delle abominevoli colate di cemento dietro la stazione? Sai che stanno distruggendo la campagna tra Saronno e Ceriano per costruire una strada inutile?
Non ti sfiora il dubbio che ci sia qualcosa di perverso nel ritrovarti Saronno invasa da Polizia come se fossimo in guerra, e questo solo per sgomberare uno stabile occupato, risistemato, ripulito e rivissuto?
Non ce ne frega nulla di avere dietro di noi le masse, ci interessa incontrare individui con uno spirito non ancora assopito; non cerchiamo il consenso, seminiamo il dubbio.
E allora a te che hai letto questo volantino chiediamo: ti piace questa società? Cosa possiamo fare concretamente?
Noi probabilmente occuperemo un nuovo posto, se ti va passa a trovarci. Non lo occupiamo, come ti vorranno far credere, per farci le canne. Lo occupiamo per cercare di dare voce a tutte le voci mancanti, a tutte le quotidiani tragedie individuali.
Come saprai quando e dove saremo? I muri di una città dicono più cose della tv o di un giornale.
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