19 febbraio 2015

6° compleanno del TeLOS ovunque

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16 febbraio 2015

Corteo NOTAV a Torino, partenza da Saronno

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2 febbraio 2015

Respinta la richiesta di sorveglianza speciale

E’ stata respinta dal tribunale di Varese la richiesta del Questore di Varese, Francesco Messina, per la sorveglianza speciale ad un nostro compagno.
Sabato scorso un corteo aveva attraversato la città di Saronno per ribadire il nostro NO alla sorveglianza speciale e per contestualizzare questa misura repressiva all’interno di una più ampia limitazione delle nostre libertà nella città di Saronno, andando a criticare per esempio il nuovo regolamento di polizia urbana che vieta le cose più assurde (es: mangiare sui gradini di una chiesa, bere alcolici in strada, arrampicarsi sugli alberi etc).
Dopo il corteo c’è stata una occupazione temporanea di 10410642_10205212223332393_6353398485754027727_nuna vecchia fabbrica dismessa nella quale si è svolta una serata musicale.

Martedì durante l’udienza per la convalida della sorveglianza speciale fuori dal tribunale di Varese c’è stato un presidio di solidarietà. La corte si era riservata di prendere la decisione dopo qualche giorno, e venerdì 30 è arrivata la sentenza che respinge la richiesta della Questura.

Lo stesso tribunale attesta come la richiesta del questore fosse pretestuosa e illegittima, sottolineando una volta di più come l’accanimento sbirresco per cercare di cancellare la presenza conflittuale sul suolo saronnese vada persino oltre la naturale infamia di tribunali e giudici.
Insomma, a farci la figura del fesso è chi ha proposta questa misura, il questore Francesco Messina, che proprio in questi giorni ha completato il trasferimento a Caserta, mentre a Varese arriva Attilio Ingrassia, precedentemente a capo della Questura di Belluno.

Ricordiamo come questa richiesta di sorveglianza sia arrivata quasi in contemporanea con altre analoghe richieste mandate dalle questure di Bologna e Torino, ai danni di alcuni compagni/e anarchici. Non è probabilmente un caso questa contemporaneità, ed è possibile che nel prossimo futuro vedremo arrivare analoghe richieste anche per altri compagni. Fortunatamente questa prima richiesta è andata a vuoto, non andando a creare un pericoloso precedente, considerando anche il numero veramente ridotto di denunce e segnalazioni avute dal nostro compagno. Ci auguriamo anche a Torino e Bologna le sentenze saranno di ugual natura.

I compagni e le compagne di Saronno

23 gennaio 2015

Martedì 27 tutti al tribunale di Varese

Mrtaedì 27 si svolgerà l’udienza per la Sorveglianza Speciale richiesta dalla Questura di Varese per un nostro compagno.

L’udienza sarà alle 9 di mattina. Per tutti l’appuntamento è a quell’ora al tribunale di Varese.

Per chi si volesse muovere da Saronno usando il treno, l’appuntamento è alle 7.20 in stazione.

21 gennaio 2015

Comunicati di solidarietà contro la sorveglianza speciale

Raccogliamo qui di seguito una serie di comunicati di solidarietà al nostro compagno e contro la sorveglianza speciale scritti da alcuni collettivi e gruppi attivi sul territorio varesotto in varie lotte.

SOLIDARIETÀ A CELLO DAL KINESIS

Je suis Cello

La questura di Varese vorrebbe che un nostro amico e compagno di Saronno fosse sottoposto alla Sorveglianza Speciale. Si tratta di una misura restrittiva della libertà personale,adottata dal regime fascista per perseguitare gli oppositori politici e rivista recentemente in chiave antimafia. Di fatto, oggi, viene applicata a coloro che non possono essere colpiti con i normali strumenti di legge. Quindi non una pena per aver commesso un reato specifico ma una misura preventiva che limita la persona nelle sue frequentazioni, affetti, abitudini. Le prescrizioni possono essere diverse: obbligo di dimora in un determinato territorio, divieto di frequentare luoghi pubblici, incontrare pregiudicati, partecipare ad assemblee o manifestazioni…

Si tratta di un esperimento (se ne sono fatti di analoghi in altre parti di Italia) per un uso insolito, forse anche un po’ creativo, per valutarne un uso più diffuso in futuro. Questo è il chiaro intento del questore di Varese che si prende la briga di sciorinare ben sei pagine di motivazioni, segnalazioni, osservazioni e voyeurismi di varia natura, non risparmiandosi di aggiungere alcune falsità notevoli.

Per troppo tempo le acque dei territori in cui viviamo hanno sofferto di un movimento talmente poco percettibile da sembrare nullo. Da alcuni anni si verifica invece un interessante incremento di discorsi e di pratiche, ormai non più sommerse, che portano in superficie le contraddizioni dello stato di cose in cui siamo immersi: occupazione di case e spazi sociali, lotta contro sgomberi e sfratti, opposizione a progetti inquinanti e distruttivi, manifestazioni contro l’industria bellica, disobbedienza alle ordinanze liberticide dei comuni, blocchi e scioperi dei lavoratori della logistica, antirazzismo, opposizione al putridume fascista di Forza Nuova, denuncia pubblica della violenza di polizia e carabinieri, sostegno alle lotte in altri territori… Continua a leggere

15 gennaio 2015

24/1 corteo + TAZ contro la sorveglianza speciale

SORVEGLIARE È PUNIRE

In seguito alle dodici morti di Parigi si sono svolti numerosiCORTEO 24 GENNAIO cortei, presidi e manifestazioni in solidarietà alle vittime, non solo in Francia ma anche in tutto il resto d’Europa e del mondo. Alcuni di questi momenti non si sono limitati alla solidarietà, ma hanno portato in piazza anche il NO alla censura e così il tema di molti di questi appuntamenti è stata la LIBERTÀ.
Anche a Saronno mercoledì 14 molti cittadini si sono ritrovati in strada per gli stessi motivi.
La libertà di pensiero, la libertà di parola, la libertà di satira, la libertà del dissenso… qualcuno sembra voler suggerire l’alterità della nostra Europa rispetto alle pratiche censorie e repressive tipiche dei regimi e delle dittature, di natura politica o religiosa che siano. Purtroppo anche nella nostra tanto decantata democrazia le libertà sempre di più sono assediate da decisioni, leggi e azioni dei nostri governanti.
Potremmo parlare delle leggi e restrizioni approvate in ragione della “guerra al terrorismo” e di quelle che verranno approvate sull’onda dello shock emotivo provocato da questi ultimi omicidi. Ma, senza andare troppo lontano, possiamo pensare proficuamente a quanto avviene in questi ultimi tempi nella nostra piccola città di provincia.
Un nuovo regolamento di polizia urbana ques’estate ha decretato che è illegale sedersi per terra, sugli schienali delle panchine, sciacquarsi alle fontanelle, bere una birra per strada, mangiare nelle vicinanze di una chiesa, attaccare adesivi ad un palo… Eppure in molti non si sono sentiti toccati da queste nuove restrizioni alle nostre libertà. Come è possibile?
Di questi tempi gli stranieri, i giovani senza lavoro e senza una casa, i poveracci non hanno spazio nelle città-vetrina adatte per chi invece può spendere e consumare. Anche Saronno non è da meno: chi non ha un comportamento adeguato al “decoro” deve essere allontanato, preso di mira, punito.
Una spesa ingente è stata sostenuta dal Comune nelle ultime settimane per posizionare decine di nuove telecamere di videosorveglianza in alcune vie del centro città. E così diventa ogni giorno più difficile vedere salvaguardata la nostra libertà di girare per strada senza essere monitorati e controllati continuamente. Eppure questa azione non sembra aver scatenato grosse proteste.
Nell’ultimo anno in molte occasioni i militanti di Forza Nuova, un partito dalla chiara connotazione neo-fascista, si sono presentati nelle vie del centro per diffondere le proprie idee di intolleranza e discriminazione. Come è possibile che migliaia di cittadini, indignati per l’estremismo intollerante e liberticida espresso dai fondamentalismi islamici, non abbia ritenuto di manifestare la propria disapprovazione per la presenza, nella nostra città, di un partito che fa dell’intolleranza, della discriminazione e della restrizione delle libertà il proprio cavallo di battaglia? Come è possibile che un’amministrazione tanto pronta a condannare l’azione degli estremismi della religione islamica non abbia cercato di impedire che partiti neo-fascisti si facessero propaganda?
Questi sono solo alcuni degli esempi di come la nostra libertà è sotto attacco ogni giorno; a causa delle imposizioni di chi può decidere a tavolino, in un ufficio, cosa si può fare e cosa no. Cosa è giusto e cosa è sbagliato. È il potere stesso, in qualunque sua forma, religioso, democratico o fascista che sia, ad essere in antitesi con la libertà di ognuno di noi.
Quello che vogliamo mettere sotto la lente con questo corteo è l’attacco alla libertà perpetrato con il regime di Sorveglianza Speciale, che la Questura di Varese vorrebbe affibbiare ad un ragazzo saronnese.
Con la Sorveglianza Speciale quello che viene attaccato è proprio il diritto al dissenso, alla contestazione, al libero pensiero. Il nostro amico e compagno viene considerato dalla questura di Varese “socialmente pericoloso” in ragione delle proprie idee, della partecipazione a cortei e manifestazioni di protesta, del proprio sostegno alla campagna di lotta per la casa, per la difesa del territorio ecc. Senza nemmeno il bisogno di processarlo per qualche reato commesso, viene attaccata la libertà di movimento e di autoaffermazione di questo ragazzo.
Ma, come per gli omicidi di Parigi, è sbagliato pensare che sia solo lui, che siano solo le sue libertà ad essere sotto attacco. Oggi uccidono dei vignettisti perché si permettono di ridicolizzare una religione. Domani gli jihadisti potrebbero attaccare chiunque non accetti di convertirsi all’islam. Questo pensano in molti. Allo stesso modo, oggi un ragazzo viene sorvegliato perché partecipa a cortei e pubbliche proteste. Domani potrebbero costringere tutti noi a votare il partito o applaudire il politico giusto.
Oggi siamo tutti quanti vittime dell’attacco alla libertà portato contro uno di noi. E così tutti assieme siamo per le strade di Saronno per dire NO alla Sorveglianza Speciale, e per portare la nostra solidarietà a chi potrebbe vedersi privato di un pezzo consistente della propria libertà personale.

7 gennaio 2015

concerti benefit per il TeLOS

Segnaliamo due concerti benefit per il TeLOS che si terranno nelle prossime settimane rispettivamente sab 10/a al cox 18 di Milano e sab 14/2 al Molino di Lugano.
In entrambe le occasioni ci sarà un momento per discutere assieme delle misure repressive contro il nostro collettivo, per parlare della Sorveglianza Speciale che vogliono affibbiare ad un ragazzo di Saronno e per parlare di come proseguire nel nostro percorso.

 

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2 gennaio 2015

Iniziative contro la sorveglianza speciale a Saronno

10/1 h 18.00 COX 18 via conchetta Milano – Presentazione de “La Saronno che vorrebbero” e discussione sulle derive securitarie e repressive in una realtà provinciale. A seguire concerto benefit per il TeLOS
15/1 h 21.00 Auditorium scuola media A.Moro, viale Santuario Saronno – Incontro pubblico sulla sorveglianza speciale: cos’è, perchè viene applicata in un contesto come Saronno e che esperienze può avere. Esperienze analoghe e discussione
24/1 h 15.00 corteo a Saronno – a seguire TAZ – Continuiamo a portare momenti di rottura della quotidianità, prendiamoci le strade, diamo vita a spazi abbandonati. Rivendichiamo la nostra avversità nei confronti di chi incarcera, affama, esclude e controlla (seguiranno info più precise)
27/1 h 09.00 presidio al tribunale di Varese, piazza Cacciatore delle Alpi – Portiamo la nostra diretta solidarietà a chi potrebbe trovarsi privato della propria libertà. Siamo tutti socialmente pericolosi.

Il Questore di Varese, Francesco Messina, ha proposto la sorveglianza speciale nei confronti di un ragazzo di Saronno.
La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è una misura preventiva molto afflittiva – pensata in periodo fascista per colpire soggetti sospettati di vivere dei proventi di una attività criminale – adottata qui per motivi di “pericolosità sociale” in un contesto di conflittualità sociale; la soreglianza mira a distruggere i rapporti sociali di un individuo impedendone ad esempio i contatti con altri amici e compagni, la partecipazione ad iniziative pubbliche o obbligandolo alla dimora in un luogo: l’intento è di cambiarne la condotta.
Questa restrizione è solo l’ennesimo tentativo repressivo nel contesto saronnese e il messaggio sembra piuttosto chiaro: intimidire chi quotidianamente partecipa alle lotte a Saronno, in provincia e nel resto d’talia.
Far passare in silenzio una sorveglianza speciale affibbiata per la partecipazione a cortei e presidi, oltre ad occupazioni e altre forme di protesta, sarebbe un precedente pericoloso per chiunque si opponga allo stato di cose presenti, ed è per questo che come avvicinamento al 27 gennaio, giorno in cui si terrà l’udienza di convalida di questa misura, abbiamo organizzato una serie di iniziative sul territorio che in questi anni ci ha visti portare della conflittualità: discussioni, momenti di piazza, occupazioni.
Per fermare la conflittualità che si è manifestata a Saronno in questi anni sono disposti a ricorrere alla sorveglianza speciale, tentando di sottrarre ad un nostro compagno un anno della sua vita e i suoi legami, e sottraendo la sua presenza ai futuri scenari di lotta in città; resistere e proseguire in direzione ostinata e contraria ci sembra un obiettivo minimo desiderabile.
Essere socialmente pericolosi per una società che esclude, incarcera, affama, sfratta e deprime è qualcosa di cui andremo sempre fieri, al di là delle strampalate ciance di questurini e politici.

SORVEGLIANZA SPECIALE A2p

28 dicembre 2014

Banditi da Saronno.

SORVEGLIARE È PUNIRE

Non si può fare alcuna assegnazione sul ravvedimento dei confinati politici”
Buzzi, ispettore del ministero dell’Interno, 1934

Il 17 dicembre è stata notificata ad un nostro compagno la richiesta, da parte del Questore di Varese Francesco Messina, di applicare nei suoi confronti la sorveglianza speciale, con annesso obbligo di soggiorno a Saronno della durata di 1 anno.

L’udienza di convalida si terrà il 27 gennaio 2015 alle 9.00 al tribunale di Varese.

Cos’è?

La sorveglianza speciale è una misura preventiva poliziesca inserita nel codice Rocco, scritto sotto il regime fascista.

Viene applicata previa approvazione da parte di un giudice a quelle persone considerate dallo Stato “socialmente pericolose”, anche – come in questo caso, in assenza di condanne o anche di procedimenti penali.

achtung-banditen2Una volta approvata, la sorveglianza speciale entra da subito in vigore e costringe il “sorvegliato” a diventare il carceriere di se stesso, sulla base di una supposta pericolosità sociale. Inutile sottolineare come il concetto di pericolosità sociale sia del tutto a discrezione di chi pretende di mantenere lo status quo il più pacificato possibile.

Il provvedimento prevede il divieto per il “sorvegliato” di uscire di casa prima delle 7 e dopo le 21, il possibile ritiro di patente e passaporto, il divieto di frequentare bettole e osterie (magari ancora ce ne fossero di questi tempi…), il divieto di prendere parte a manifestazioni e cortei, il divieto di prendere parte ad assemblee pubbliche o meno, il divieto di incontrare pregiudicati e di incontrare più di tre persone per volta. Eventualmente anche il divieto di uscire dal Comune di residenza, oltre a continui controlli da parte delle forze dell’ordine, se non addirittura l’obbligo a comparire in Questura o Caserma più giorni a settimana.

In sostanza si vuole privare il sorvegliato della sua stessa vita, dei suoi affetti e dei suoi legami, delle relazioni create.

Perchè?

La notifica è stata recapitata al nostro compagno qualche giorno fa, ma la richiesta da parte del Questore risale allo scorso 15 settembre, cinque giorni dopo lo sgombero del Telos. Risulta quindi evidente come la sorveglianza speciale si inserisca in un quadro repressivo che include molti altri provvedimenti. Dopo lo sgombero del Telos abbiamo scritto che l’obiettivo della Questura era l’annichilimento della presenza conflittuale che da anni portiamo in città. Col passare del tempo questo progetto poliziesco ha assunto contorni sempre meno sfumati e sempre più chiari e nitidi; lo sgombero, le centinaia di denunce spesso casuali, le multe, gli avvisi orali, i fogli di via, la cautelare protratta per un anno e mezzo ad un compagno accusato di resistenza a pubblico ufficiale e, infine, la sorveglianza speciale richiesta (per ora) ad un nostro compagno.

La sorveglianza speciale, misura di prevenzione particolarmente afflittiva, alza decisamente l’asticella del livello repressivo poliziesco in provincia di Varese.

Non potendo eliminare fisicamente chi si rifiuta di chinare la testa, e valutando il rischio di fare un buco nell’acqua con le più disparate accuse di associazione a delinquere, il potere poliziesco ha trovato una nuova maniera di provare a fermare chi a Saronno e in provincia di Varese negli ultimi anni si è posto in prima persona contro gli sfratti, contro il razzismo, contro la devastazione ambientale, contro i rigurgiti fascisti, contro l’alienazione di questa società consumista, in cui una persona vale in quanto produttiva e lavorativa. Occorre bandire chi si ribella da Saronno.

E’ in questo progetto repressivo che rientra il foglio di via che allontana da Saronno chi non ha la residenza in città, l’avviso orale con cui il Questore avvisa il singolo di rientrare nei ranghi morali della società in cui vive, la sorveglianza speciale con cui dalle minacce dell’avviso orale si passa ai fatti. Per non parlare delle centinaia di denunce annunciate a mezzo stampa solo nell’ultimo anno.

E allora?

Con l’approvazione di questa misura particolarmente punitiva si vuole colpire un compagno attivo e presente nelle lotte sul territorio, non tanto per le strampalate idee che lo animano, ma per il testardo pensiero di mettere nell’azione e nella pratica suddette idee. E colpendo lui vogliono intimorirci tutti quanti.

Che pazzia! Vivere liberi dal giogo del denaro e della legge, vivere in libertà bandendo dalle nostre vite lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sul mondo che lo circonda, praticare solidarietà e lottare in comunanza tra sfruttati… ma rob’ de matt!

Porteremo la nostra radicale inimicizia a questo schifo che ci circonda in città e in tribunale il giorno dell’udienza, non per testardaggine, ma semplicemente perché non siamo disposti a barattare la nostra vita per un posto in questa società che sempre più persone esclude. Non siamo disposti a mercificare le nostre idee per trasformarle in innocue opinioni da bar. Continueremo a metterle in pratica, a mettere in gioco le nostre vite, che sono inevitabilmente in conflitto con questa società.

Dite che siamo pazzi? Ebbene sì, siamo pazzi! Arrendetevi!

I banditi di Saronno

ps: oggi, 27 dicembre, è stata perquisita l’abitazione di un compagno per un presunto furto di energia elettrica nel corso delle iniziative organizzate a Saronno dopo lo sgombero del Telos. La perquisizione ha avuto esito negativo, tuttavia la Digos di Varese è riuscita a entrare in un’altra casa e spulciare e spiare appunti, libri, vestiti e quant’altro.

18 novembre 2014

Sgomberati Corvaccio e Rosanera – presidio a Milano

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Situazione statica per Milano. 200 compagni in presidio in piazza Angilberto 3, sul tetto resistono al Corvaccio. In questura (non si sa in che stato) 9 fermi, 6 compagn* fermat* durante l’irruzione al Corvaccio e 3 fermati per strada.

Aggiornamenti: 3 compagni ( momo, inez, pasca) in arresto per resistenza. Gli altri a piede libero.

Continua il presidio permanente in via dei 500.

H 17 concentramento cittadino via dei 500 Metro fermata Corvetto. Per rilanciare l’autodifesa dei quartieri popolari. Per la solidarietà. Contro la prepotenza delle guardie e dei padroni. Per fermare immediatamente sfratti e sgomberi. Per la liberazione immediata di tutti. TUTT* PRESENTI

Dopo gli sgomberi del Corvaccio e di situazioni abitative stamattina e scontri sia fuori dall’ITSOS, dove gli studenti volevano uscire in corteo per solidarizzare con gli sgomberati e sono stati bloccati dalla celere, resistenza al Corvaccio e allo sgombero in Corvetto.

AGGIORNAMENTO

Rilasciati tutti i fermati dei giorni scorsi, denunciati a piede libero.

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