22 febbraio 2019

~ 10 anni di TeL☼S

COMPLEANNOTELOSCONIGLI

15 febbraio 2019

LA PACCHIA È FINITA LO DICIAMO NOI! // PRESIDIO A SARONNO

manif lega saronno

GIORNATA NAZIONALE CONTRO LA LEGA E IL GOVERNO

Morti in mare, rastrellamenti, sgomberi, attacco alle lotte, caccia al povero, licenza di uccidere per la polizia. Questi i fatti, in linea con le politiche dei governi precedenti.
Taser, braccialetti elettronici, daspo induriti, aumento delle deportazioni, pene più severe per chi occupa case e blocca strade, ricatti ancora più forti per chi è straniero.Queste alcune delle imminenti minacce del disgraziato decreto Salvini.
Poi c’è il piano delle parole. “Marcisca in galera” (riferito a Battisti), “i poliziotti non portano cappuccini e brioche” (dopo l’omicidio di Empoli). Per arrivare al consigliere leghista di Torino, Alessandro Sciretti, che ha auspicato “un po’ di scuola Diaz” per chi è sceso in pia zza dopo lo sgombero dell’Asilo e l’arresto dei compagni. “Un po’ di scuola Diaz” significa, letteralmente, un po’ di tortura, di teste e braccia rotte, di muri insanguinati, di terrore. A questo siamo arrivati. Abituarsi a certe parole, significa accettare i fatti che ne conseguono.

ADESSO BASTA.

Mercoledì 20 febbraio, mentre a Torino si terrà un presidio davanti alla circoscrizione dove è consigliere l’infame che vorrebbe farci torturare, scendiamo in piazza in tante città, magari davanti alle sedi della Lega, per ricordare la Diaz, contro la violenza poliziesca, contro il razzismo di Stato, contro il governo e in solidarietà con i compagni di Torino.
Anche qui a Saronno prendiamo una piazza per stare vicino ai compagni e alle compagne in carcere, per portare solidarietà a chi ha resistito allo sgombero dell’Asilo e a chi ha deciso di rispondere in strada, colpo su colpo, a lacrimogeni, idranti e manganelli. Perché il questore di Torino, la giunta Appendino, Salvini al governo sono frutto dello stesso processo che qui da noi ci ha fatto abituare al razzismo dilagante, a Fagioli e i suoi amici fascisti che si sentono più forti ogni giorno che passa, alla repressione sempre più dura contro chi vorrebbe provare a vivere, non solo sopravvivere.
Come recita una scritta su un muro torinese, non lontano da quello che per 24 anni è stato l’Asilo Occupato, è ora “che la paura cambi di campo”.

ORE 18
PRESIDIO
PIAZZA VOLONTARI DEL SANGUE
SARONNO (VA)

15 febbraio 2019

Pranzo a sostegno degli arrestati di Torino

52347458_766500483748949_5370720010803085312_n
DOMENICA 3 MARZO ore 12.30
al KINESIS via carducci 3 Tradate

PRANZO vegetariano / vegano
A SOSTEGNO DEGLI ARRESTATI DI TORINO
CONTRO LA REPRESSIONE
CONTRO LO SGOMBERO DELL’ASILO

Prenotazioni entro il 28 febbraio: kinesis.tradate@gmail.com
(l’opzione “partecipo” su Facebook non verrà ritenuta prenotazione)

“Quanto è accaduto con lo sgombero dell’Asilo, storica occupazione torinese, e l’arresto di sei compagni attivi nelle lotte contro i lager per immigrati (i famigerati C.I.E., ora C.P.R.), sta a dimostrare i tempi che cambiano.
L’inasprimento repressivo, che già da qualche tempo soffia sulla pelle di tutti coloro che si oppongono alle politiche neoliberiste e razziste, è arrivato al punto manifesto in cui la maschera della democrazia è caduta lasciando in vista la faccia arrogante e crudele del potere.
Compagni impegnati nel sociale, in un’opposizione radicale alle ingiustizie del presente, vengono imprigionati con accuse prive di ogni fondamento il cui unico scopo è quello di allontanarli dalle lotte sul territorio.
Esprimiamo la nostra solidarietà agli arrestati e invitiamo a partecipare al pranzo in loro sostegno”
KINESIS Tradate
– MENU –

ANTIPASTO:
– focacce miste
– purè di carote e patate
– falafel
– stuzzicherie varie

BIS DI PRIMI:
– farro con pesto di frutta secca e pomodorini
– strascinati fatti in casa alle verdure croccanti

SECONDO MISTO:
– gateau di patate
– verdure al forno
– fave e cicoria

DESSERT:
– strudel cioccolato e pere
– liquorini di erbe: limunzina, nocino, liquore di gelso

VINO

14 febbraio 2019

NOSTRA LA RABBIA, NOSTRO L’AMORE

f1529c14-2cb2-11e9-9807-b94b2ddfa827_LLBB67KT7948-kmVC-U11202164463110AC-1024x576@LaStampa.it_-500x281

7 febbraio 2019: una di quelle date che non scorderemo.

Due compagne e quattro compagni sono stati arrestati con l’accusa di associazione sovversiva (la settima compagna, sulla quale pende il mandato d’arresto, è ancora uccel di bosco); questo perché ritenuti responsabili della stesura di un interessante opuscolo che analizzava il funzionamento dei C.P.R. e ne indicava i responsabili e complici) e accusati di alcuni attacchi contro i C.P.R. o i responsabili delle deportazioni delle persone senza documenti.

Negli anni sono state varie le lotte contro questi centri, la più intensa condotta dagli stessi detenuti che ha visto andare letteralmente in fiamme questi spazi e la conseguente chiusura della maggior parte di essi.

Da fuori queste lotte sono state sostenute con ogni mezzo necessario, e con una idea chiara di cosa vuol dire lottare per la libertà.

I giornali e la politica stanno dipingendo persone che dedicano la propria vita a lottare attivamente con anima e corpo contro le ingiustizie di questo sistema come dei mostri che praticano violenza indiscriminata e priva di senso. La polizia priva della libertà le persone che la libertà la ricercano, per sé e per gli altri, in tutti gli aspetti della propria esistenza.

Non è nulla di nuovo, non sorprende.

Viviamo in un mondo fatto di violenze, sbirri, galere, sfruttamento, discriminazioni, frontiere, deportazioni e guerre. Chi governa e ci guadagna in termini economici ha tutto l’interesse che le cose rimangano così come sono, o che peggiorino ulteriormente inasprendo leggi, alzando tasse, costruendo sempre più muri e producendo sempre più armi.
È dunque ovvio che l’ascia del boia cada sulle teste di chi invece questo mondo vorrebbe ribaltarlo da cima a fondo e decide di lottare, ogni giorno, con determinazione, coraggio e intelligenza.

E così nelle città la vita si fa sempre più difficile; nei mari, alle frontiere e nelle guerre muoiono migliaia di persone, i fascisti si fanno sempre più spazio e sbirri e telecamere riempiono le strade.

I quartieri e con essi la vita delle persone vengono svenduti in nome di una gestione più redditizia della città, un delinearsi strategico degli spazi e dei tempi del capitale che non lascia alcuno spazio di libertà. E così vengono spazzati via gli ultimi luoghi di resistenza.
E così, insieme agli arresti, il 7 febbraio 2019 inizia lo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria.
Per tutto questo proviamo una rabbia così intensa che si stringono, fino in fondo, tutte le viscere. Ma è tanto anche l’amore che ci anima.
Amore per tutto ciò che abbiamo vissuto insieme ai nostri compagni arrestati, amore per tutto quello che l’Asilo ha significato per molti e molte di noi. Tra quelle mura abbiamo stretto legami forti e vissuto momenti intensi tra iniziative e assemblee, cene, risate e difficoltà.
Amore per la libertà che, ne siamo consapevoli, si conquista lottando insieme, metro per metro.
Ci hanno tolto uno spazio e sei compagni. Succederà ancora, a Torino e altrove. Ma la rabbia e l’amore che abbiamo condiviso in questi anni, ancora una volta nei giorni appena trascorsi e che, ne siamo certi e felici, condivideremo ancora, quelli no, non ce li toglieranno mai.
Per scrivere alle persone in carcere:
Rizzo Antonio, Salvato Lorenzo, Ruggeri Silvia, Volpacchio Giada, Blasi Niccolò, De Salvatore Giuseppe presso C.C. Lorusso e Cutugno via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino TO
Per contribuire alla copertura delle spese legali, inviare un benefit al conto intestato a Giulia Merlini e Pisano Marco IBAN IT61Y0347501605CC0011856712 ABI 03475 CAB 01605 BIC INGBITD1
12 febbraio 2019

1 0 * A N N I – TeLOS birthday

51663262_10156434544984580_6348970117514133504_nSABATO 9 MARZO – SARONNO
10 ANNI DI TeLOS
sogni & incubi

===================================================

Venerdì 8
Dalle 18:00 Aperitivo + band in acustico,
musiche e birrette!

Sabato 9
Dalle 10:00
Banchetti, distro (porta tavolo),
sport popolare,
pittaggio (porta i colori),
jam open mic

pranzo e cena by vascello vegano

Sala 1 – Concerto HC – dalle 21:00
Flying disk
Skulld
Contrasto
Riviera
Zona d’ombra
Sud Disorder
Ludd
Congegno.
A seguire Dj set Trash con
Dj Conte Uzzolino,
Dj Camparino

Sala 2 – Elettronica – dalle 23:00
Ill Client
C.I.M.A.
Circuit Gang (Sushi, Sbume, Roby One)
Solid One
Zimo aka L1NKZ (Kimo Sound System/Ek4t3)
visual by L’Ama

===================================================

L’8 marzo 2009, dopo meno di 2 mesi dallo sgombero del Telos di via Concordia, un’ottantina di persone occupa quello che diverrà per tutti il Telos di via Milano.
Questo uno stralcio del comunicato con cui annunciammo l’avvenuta occupazione:

“Ciò che ci muove è come sempre il rifiuto dell’esistente, di questa realtà così snaturata che ci ha resi automi in un mondo per sole macchine, strumenti silenziosi e sottomessi dal Capitale, sudditi schizofrenici ed alienati dello Stato, amico dei banchieri e schiavo dell’economia. Abbiamo voglia di metterci in gioco, sperimentando sulla nostra pelle cosa vuol dire realmente essere vivi, vogliamo provare emozioni vere, creando qualcosa di diverso, probabilmente fastidioso per qualcuno, ma che sicuramente renderà piena la nostra esistenza, finalmente degna di essere vissuta.

A Saronno sembra che a breve sarà inaugurato un “centro per i giovani”, presunta risposta alla mancanza di spazi di aggregazione giovanile.

E’ chiaro che noi rifiutiamo fermamente questo contentino che, servito dall’alto dalla misericordia dei politicanti di turno, ha come unico scopo quello di incanalare le pulsioni libertarie di noi ragazzi, per trasformarle in comportamenti accettabili ed accettati, controllabili e controllati.

La completa mancanza di autogestione, lo stretto rapporto che gli operatori del centro hanno con l’amministrazione, la stessa presenza di educatori adulti che mediano, dirigono e controllano, insegnando loro che alternativa non ci può e non ci deve essere, ci fanno prendere le distanze da questo progetto. I nostri metodi, partecipazione dal basso, autogestione, libera espressione delle soggettività, non possono andare a braccetto con servizi che sono fatti con la stessa pasta di carceri, caserme e ospedali psichiatrici: il loro fine è infatti lo stesso, quello di formare cittadini obbedienti, capaci di inserirsi diligentemente nel sistema, di formarne un piccolo ingranaggio, strumenti e mezzi di sopraffazione, violenza e mantenimento dello status quo.

Invitiamo tutti quelli che credono nell’autogestione come alternativa reale e concreta, nella riappropriazione diretta delle nostre vite e della nostra città, a partecipare attivamente per la crescita di questo percorso, per la nostra sopravvivenza, per la costruzione di una realtà altra, capace di portare conflitto all’interno di una società pacificata ed addormentata dalle sirene del consumismo e dai media, oramai veri e proprio strumenti di controllo e rimbambimento mentale.

Il TeLOS esiste finché noi esisteremo!

Il TeLOS si trova in via Milano 17, angolo via Varese.

12 febbraio 2019

Trouble: And you don’t stop | Proiezione e dibattito

51677699_2264754323797270_6038941261916798976_nProiezione di Trouble 15, documentario di subMedia sulla cultura hip hop di ieri e oggi. Il film dura 30 minuti, poi dibattito.

Spesso si dice che l’hip hop è più di un semplice genere musicale… è uno stile di vita. Un codice, delle pratiche, un’estetica e un modo di comportarsi. E nonostante gli sforzi dell’industria musicale per renderlo un prodotto e strappargli il suo potenziale sovversivo, l’hip hop rimane uno stile di vita con profonde radici nelle lotte, quotidiane, delle persone oppresse di tutto il mondo.
È un’arma, travestita da cultura.

subMedia è un collettivo statunitense che dal 1994 produce documentari, video e podcast di controinformazione anarchica: sul loro sito tutto ciò che hanno creato negli ultimi 15 anni.

12 febbraio 2019

Dans la lutte // Mostra con aperitivo

51124156_2259173641022005_1667084031159697408_nDurante un aperitivo conviviale con buon cibo, ottimi cocktail e tanta compagnia, Benedetta Calloni esporrà i suoi disegni.
Vedremo come temi il Maggio ’68 francese, in particolare i protagonisti degli scatti di Bruno Barbey, e immagini tratte dal film “Porcile” di Pier Paolo Pasolini.

Vi aspetiamo al Circolo della Teppa!
Via Guaragna 6, Saronno

12 febbraio 2019

Polentata // Cena teppista

51368870_2259200631019306_4266597301843132416_nSempre cucina popolare di alta qualità, con i vostri chef preferiti, ma questa volta sarà la Polenta taragna ad allietarvi la serata.. e gli stomaci!

Prenotate alla mail circolodellateppa@hotmail.com entro il 19, vi aspettiamo.

20 dicembre 2018

24 dic – TRASH NIGHT

48379562_10156325948599580_1962523608701992960_o

✇ 24 dicembre 2018 ✇
☲ AS USUAL… TRASH PARTY A SARONNO! ☲

La location la saprete il giorno stesso
Dalle 22:30 si beve e si balla
Porta la presa bene e lascia a casa il panettone

Consolle in allestimento, per il momento:
DJ CAMPARINO – sobrietà al potere

30 ottobre 2018

Sulla possibilità di aver dimenticato come respirare

Ci sono alcuni aspetti dell’essere umano che sono imprescindibili. Alcuni sono fisiologici, come mangiare, bere o respirare, altri non sono direttamente collegati alla mera sopravvivenza. Il relazionarsi, la possibilità di potersi esprimere o l’appagamento dei sensi possono sembrare aspetti secondari, ma una vita passata a soddisfare i soli bisogni primari col tempo diventa monotona, se non addirittura insopportabile. È innegabile il fatto che vivendo in occidente, in Europa, ci troviamo nelle condizioni privilegiate in cui i nostri bisogni primari vengono pienamente ed abbondantemente soddisfatti, ma, per quanto riguarda il resto, la situazione cambia.

Se per tutti è chiaro come respirare, relazionarsi o esprimersi può non esserlo, perché spesso le condizioni in cui viviamo o i posti in cui stiamo fisicamente possono non permetterci di ottenere quello che vogliamo. Per questo superare gli ostacoli nella creazione di spazi o situazioni in cui l’esprimersi ed il relazionarsi risultano di nostro gradimento è diventato di vitale importanza. Di sicuro è complicato, sopratutto nel momento in cui quello che vuoi esprimere è dissenso e rabbia verso quello che ti circonda e le uniche relazioni che vuoi instaurare vorrebbero essere prive di catene gerarchiche ed autoritarie. In quest’ottica occupare un posto e dichiarare le proprie intenzioni è stato per anni un metodo anche piuttosto efficace. Ma tutto cambia, niente rimane immutabile o cristallizzato quando viene attraversato dal tempo e nell’ultimo periodo abbiamo iniziato ad accorgerci che questa cosa sta iniziando ad avere un prezzo. Stiamo perdendo terreno ogni giorno, ogni ora. L’autocritica spesso e volentieri è mancata e abbiamo dato per troppo tempo per scontato cose che altre persone avevano ottenuto davvero lottando e mettendoci ogni fibra del loro essere.

Stiamo perdendo la pratica dell’occupazione!

È iniziata una aperta campagna contro questa maniera di “sfangarsi” la vita: i discorsi di Salvini ed altri politicanti sono davvero chiari, ma da quella monnezza non ci si poteva aspettare altro. Hanno da sempre dichiarato guerra ai posti occupati, quelle che sono cambiate sono le condizioni in cui questa viene portata avanti. Ed è da qui che possiamo ricominciare a ragionare.

Molte volte diciamo che dobbiamo riappropriarci delle nostre vite, ma il prezzo da pagare forse ci è sembrato troppo salato. Ora ci troviamo nella condizione in cui ci stiamo rendendo conto che questo prezzo era caro solo perché eravamo troppo adagiati sugli allori. Perdere la pratica dell’occupazione non solo significa perdere la possibilità individuale di fare un certo tipo di vita, significa perdere anche le condizioni materiali per accrescere le nostre possibilità.

Un individuo può aumentare la sua capacità di essere incisivo nella realtà trovandosi in un gruppo e questi gruppi dove possono esprimersi al meglio, se non in un posto liberato? Oltre a questo, l’occupazione è un’azione di riappropriazione assolutamente praticabile anche da persone che hanno solo la stretta necessità di abitare, con cui magari iniziare a dialogare. Perdere la pratica dell’occupazione sarà l’errore più grande del nostro tempo ed innescherà una serie di reazioni a catena, liberticide e inarrestabili.

Per questo bisogna solidarizzare con ogni spazio occupato che sentiamo vicino. Ma con una solidarietà concreta, mettendoci in gioco in prima persona. Non basta esprimerla solo su blog e siti internet, le parole hanno valore solo se hanno riscontro nella realtà.

Ad oggi molti spazi occupati sono sotto sgombero e varie realtà non riescono più ad occupare: stringiamoci a loro e ricominciamo a tessere relazioni concrete, andiamoci a vivere e a sperimentare, non dimentichiamoci di respirare.

Domani sera ci sarebbe dovuto essere un concerto in un posto occupato per l’occasione, in uno dei tanti luoghi di Saronno che aspettano solo di essere presi e vissuti. Abbiamo deciso di spostare la serata, di portarla dove pensiamo che adesso sia importante esserci.

Domani saremo a Milano, in via Litta Modignani 66.

Ci vediamo in Villa.

TeLOS
Villa Occupata