Due parole su sgomberi, occupazioni, fermento e tentativi repressivi in quel di Saronno

I fatti: andante con brio
Iniziamo a raccontarvi dello sgombero, l’ennesimo, del Telos di via Varese partendo dall’occupazione. Il 10 dicembre all’alba Questura di Varese e Carabinieri di Saronno sgomberano il Telos storico di via Milano, rioccupato il 21 novembre scorso. La sera stessa, mentre un presidio in stazione militarizzato all’inverosimile e senza possibilità di muoversi in corteo funge da specchietto per le allodole, viene occupato un nuovo Telos in via Varese all’angolo con via Lainati. Lo stesso presidio si scioglierà e sparpagliandosi si ricompatterà qualche centinaio di metri più in là raggiungendo così il nuovo spazio occupato in corteo. Qualche macchina di Digos inizia a ronzare attorno allo spazio appena occupato, ed è la stessa Questura in un comunicato stampa a raccontare che nel corso di questa occupazione il personale della Polizia di Stato ha monitorato tutte le operazioni e notato la presenza di soggetti conosciuti già resisi responsabili di attività delittuose analoghe sebbene gli stessi cercavano di coprire i loro volti con berretti, passamontagna e con lo striscione che hanno esposto. In un frangente alcuni di loro hanno anche lanciato un petardo verso la macchina della Polizia e successivamente un sasso che ha infranto il parabrezza della pattuglia.(1) Dopo circa dodici ore dallo sgombero il Telos ha già trovato una nuova sede. Ne seguirà un mese e mezzo di lavori, incontri, iniziative, assemblee, concerti. Nonostante questo nuovo stabile occupato si trovi nel cuore della città e in una zona decisamente benestante non manca la solidarietà dei vicini. Lo sgombero è nell’aria, ed arriva domenica 24 gennaio all’alba. Uno sgombero la domenica mattina è quantomeno inusuale, e per una serie di sventure – non ultima l’aver accolto la sera prima un gruppo in tour che chiedeva ospitalità – non viene opposta resistenza. Le 7 persone presenti dentro al Telos vengono portate in Questura a Varese per le denunce e i riconoscimenti, mentre via Varese (la varesina che collega Varese a Milano) viene chiusa al traffico e rimarrà tale fino al tramonto. Gli operai al soldo della proprietà ritinteggiano di grigio lo stabile e lo murano per evitare altre occupazioni. In tarda serata fuori dallo stabile rimangono ancora due camionette e diverse volanti tra Carabinieri e Polizia. Il giorno dello sgombero la Digos ha temporeggiato sul materiale presente all’interno dello stabile, il giorno dopo ha invece negato ogni possibilità di riprendere il materiale in questione, sbraitando su come si sia incrinato un equilibrio, certo… l’equilibrio degli sgomberi, degli avvisi orali, della sorveglianza speciale, dei fogli di via.(2)

Lo scoglio
La Questura di Varese pare abbia scelto il pugno di ferro. Del resto già avevamo raccontato delle diverse misure repressive adottate per cercare di spegnere del tutto il fermento a Saronno: avvisi orali, fogli di via, sgomberi a ripetizione, una richiesta per la sorveglianza speciale e decine e decine di denunce. Di fronte a questa evidenza e di fronte alla nostra voglia nel proseguire l’avventura iniziata ci siamo adattati nel tempo alle nuove condizioni e siamo riusciti ad avere un Telos occupato in città per due mesi, interrotti solo per 12 ore. Proprio questa caparbietà nel continuare a occupare – dal settembre 2014 le occupazioni a Saronno sono state una decina tra quelle temporanee e quelle stabili – crediamo sia alla base di un diverso percepire all’interno della città le vicende attorno al Telos. Se fino a qualche anno politicanti e penpensanti richiedevano a gran voce lo sgombero come panacea alla presenza anarchica, ad oggi è opinione comune che lo sgombero oltre a non risolvere i problemi a lorsignori tenda addirittura ad aumentarli. Le iniziative sono sempre state organizzare in diversi angoli della città, dal centro alla periferia, senza alcun tipo di problema. Ad ogni sgombero sono seguiti momenti di piazza partecipati e piuttosto frizzanti.(3) Insomma, per riprendere uno striscione di un annetto fa, ad oggi si può dire che a Saronno uno sgombero nuoce gravemente alla vostra quiete. Chiaramente la politica non fa che adattarsi al sentire comune, tant’è che sono spariti i linciaggi mediatici e le dichiarazioni a mezzo stampa servono solo per ringraziare le forze dell’ordine e ammonire i cattivi sovversivi a non proseguire sulla cattiva strada, altrimenti… Già, ma altrimenti cosa, verrebbe da chiedersi. La nuova giunta comunale è passata dal farneticare di confino ed espulsioni da una parte e di trovare un accordo con questi sovversivi dall’altra da ritrovarsi ora in un imbarazzato silenzio. Proprio uno degli esponenti di spicco di questa nuova giunta a tinta verde diceva nel settembre 2014: Gli strumenti della legge non sembrano in grado di impedire le azioni del Telos, tanto che Saronno rischia di trasformarsi in una zona franca simile a quella limitrofa all’Università Statale negli anni ’70, quando il Movimento Studentesco vi esercitava un incontrastato potere; dall’altra parte le autorità cittadine non sembrano capaci di alcuno sforzo per indicare delle vie d’uscita.(4) Non ci vorremmo davvero trovare al loro posto, che pasticciaccio brutto. La politica ideologica di questa giunta e i tentativi repressivi della Questura sembrano come lo scoglio che vuole fermare lo scorrere di un torrente, più che qualche zampillo non riesce a generare, e intanto il flusso d’acqua continua indisturbato.
Il torrente in burrasca
Vogliamo un Telos a Saronno. Condividiamo questo bisogno con le centinaia di persone che sono passate dal Telos di via Milano o da quello di via Varese negli ultimi due mesi. Vogliamo un Telos a Saronno perché migliora immediatamente le nostre vite, perché in una città per metà in disuso o abbandonata parlare di proprietà privata significa fare demagogia. Vogliamo un Telos e ce lo riprenderemo. La Questura di Varese nel settembre 2014 sgomberando in via Milano voleva mettere una pietra sull’esperienza saronnese; in realtà ha rotto un vespaio che è tutt’oggi agitato. Nelle prossime settimane torneremo nelle piazze e nelle strade, il 20 febbraio ci sarà una TAZ e il 5 marzo un corteo contro gli sgomberi e per gli spazi occupati e la sera il consueto appuntamento con il compleanno, il settimo, del Telos.
TeLOS on tour
(1)http://questure.poliziadistato.it/Varese/articolo-6-652-92076-1.htm
(2)https://collafenice.wordpress.com/2014/12/28/banditi-da-saronno/
(3)http://ilsaronno.it/2014/09/28/il-corteo-lascia-saronno-senza-bancomat-e-parcometri-decine-di-automatici-ko/
(4)http://ilsaronno.it/2014/09/29/indelicato-fdi-saronno-e-una-citta-in-ostaggio-dei-telos/

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